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Cartelle esattoriali, riprende oggi la riscossione ma sarà graduale

Dei 20-25 milioni di cartelle ne inizierebbero a viaggiare solo quattro milioni e spalmate nel corso di tutti i mesi dell’ultimo quadrimestre. Pichetto: “bisogna aiutare famiglie e imprese”

Riparte oggi l’attività dell’Agenzia della riscossione per il recupero dei debiti fiscali sospesi a causa del Covid. È, infatti, scaduto ieri il termine per saldare la rata per le cartelle esattoriali di maggio 2020, che ha dato un breve respiro di sollievo estivo a tutti gli italiani.

Ripartono sempre oggi le attività di notifica di nuove cartelle, degli altri atti di riscossione nonché delle procedure di riscossione, cautelari ed esecutive, che non potranno essere iscritte o rese operative fino alla fine del periodo di sospensione. I contribuenti avranno un mese di tempo (entro il 30 settembre) per saldare le rate relative agli atti sospesi a partire dal 21 febbraio 2020 per le zone rosse e dall’8 marzo 2020 per il resto d’Italia. 

Ma i 60 milioni di atti non partiranno tutti insieme. Si stima che i ruoli sospesi siano tra 20 e 25 milioni e la prima tranche di ripresa delle notifiche dovrebbe consentire lo smaltimento di circa 4 milioni entro la fine dell’anno. Sarebbero le cartelle consegnate dagli enti al riscossore poco prima dello stop determinato dalla pandemia, quindi a marzo 2020.

«Occorre un provvedimento urgente per aiutare famiglie e imprese a fare fronte, in un momento così delicato dal punto di vista economico, a queste spese – ha affermato il viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto. – Bisogna considerare questo periodo di sospensione come un corpo a se stante rispetto a tutto il resto e prevedere dunque un trattamento separato dall’ordinario sistema fiscale, come ad esempio la possibilità da parte del contribuente di fruire di una rateizzazione di quanto dovuto, prevedendo un contenuto tasso di interesse, con la facoltà di optare anche per il pagamento immediato, con relativi benefici, quali uno sconto sull’ammontare da pagare. Si tratta di una misura necessaria per venire incontro alle esigenze di famiglie e imprese: un ulteriore impegno per il Paese di fronte al quale tutta l’economia ne può trarre vantaggio».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

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