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Q-commerce: la spesa a domicilio è trend in UK

Secondo Berenberg potrebbe raggiungere un mercato da 4,4 miliardi di sterline entro il 2025

Complice la pandemia da Covid-19, non sembra volersi arrestare la crescita del q-commerce, il commercio veloce. In Regno Unito, in particolare, sembra essere teatro di una crescita a ritmi vertiginosi, tanto da attirare sempre maggiori capitani privati. A renderlo noto è Berenberg, secondo cui il mercato della spesa a domicilio potrebbe raggiungere i 4,4 miliardi di sterline entro il 2025.

Tuttavia, avere successo nel mercato del quick commerce non è facile, bisogna selezionare con attenzione i titoli giusti per sfruttare questo trend di crescita. «È un mercato difficile – spiega Berengerg che presuppone una buona economia di scala e alti livelli di turnover degli asset e della forza lavoro. È necessaria un’alta densità di clienti disposti a pagare un premio per farsi consegnare la spesa a domicilio. Dato che il q-commerce ha preso piede soprattutto in grandi città, crediamo che i supermercati più esposti ai grandi centri siano avvantaggiati, ma anche quelli che corrono il maggiore rischio di essere superati da player emergenti». 

In tal senso, le società meglio posizionate secondo il broker sono B&M (rating buy e target price a 625 pence), Tesco (rating buy e target price a 280 pence) e Mark&Spencer (rating buy e target price a 200 pence).

Tuttavia “questi centri commerciali devono affrontare anche il maggiore rischio di cannibalizzazione dei ricavi“, avverte Berenberg, ovvero di una riduzione delle vendite in seguito all’apertura del nuovo canale di distribuzione. In particolare, stando alle stime, Mark&Spencer e Tesco potrebbero rinunciare rispettivamente al 4% e al 3% delle vendite.

Da non tralasciare, infine, anche i rischi dettati dalla competizione elevata. «La maggior parte dei centri commerciali del Regno Unito ha scelto di collaborare con piattaforme come Deliveroo o Uber Eats. Eppure questa è una strategia rischiosa nel lungo termine» – mette in guardia Berenberg. In questo modo, infatti, i partner hanno accesso a dati di mercato sfruttabili per diventare rivali. Ancora una volta la migliore posizionata in questo scenario è Tesco, che utilizza il sistema di proprietà Whoosh.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: EPA/Christophe Petit Tesson

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