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Scontro tra food delivery e città Usa

Al centro delle dispute ci sarebbero i limiti imposti alle commissioni e agli addebiti per i ristoranti

I big del food delivery, tra cui DoorDash, Grubhub, Uber Technologies, fanno causa ai regolati delle grandi città Usa per aver limitato il campo d’azione delle App. Durante la pandemia, infatti, le attività di questi popolari servizi hanno subito un boom. Questi consentono ai locali della ristorazione di recapitare i pasti a domicilio grazie ai riders di aziende come Deliveroo, Foodora, Uber eats, Glovo e Just Eat ub e Uber Technologies.

Ora, come segnala il Wall Street Journal, DoorDash, Uber e Grubhub hanno fatto causa a New York, definendo “incostituzionale, dannosa e non necessaria” la decisione della città di limitare gli addebiti delle App ai ristoranti. Sempre DoorDash e Grubhub hanno fatto causa a San Francisco a luglio dopo che la città ha imposto un limite simile.

Ma non finisce qui. la battaglia tra aziende e regolatori continua anche in altre città per altre pratiche. Chicago ha fatto causa a Grubhub e DoorDash il mese scorso, accusandoli di essere ingannevoli sul modo in cui elencano le tariffe ai clienti e su come trattano i ristoranti, inclusi quelli menzionati sui siti con il loro permesso. I legislatori della California hanno recentemente approvato un disegno di legge che richiede alle App di mostrare ai consumatori quanto guadagnano i ristoranti sul loro ordine.

E ancora, laddove i singoli locali possono pagare alle App una commissione fino al 30% per un ordine, San Francisco ha limitato le commissioni al 15%, mentre New York City al 23%. Per DoorDash, secondo le dichiarazioni, i limiti alle commissioni si sono tradotti in 26 milioni di dollari di entrate perse nel secondo trimestre. Mentre Uber Eats ha dichiarato di aver perso oltre 60 milioni di dollari di entrate previste a New York da quando il tetto è entrato in vigore a giugno dello scorso anno. 

La risposta di DoorDash, Uber Eats e Grubhub ai limiti di commissione è stata l’aggiunta di nuove commissioni per i consumatori. 

Secondo una fonte vicina a Uber, la società è stata colpita da circa 100 limiti alle commissioni a livello di città, contea o Stato durante la pandemia, di cui circa 70 sono ancora in vigore. La risposta è stata l’addebito ai consumatori di una nuova “tassa locale temporanea” per compensare la perdita di entrate, che è ancora in vigore in 16 aree geografiche. Questa commissione è spesso fissata da uno a tre dollari per ordine e addebitata ai consumatori in aggiunta alle spese di consegna esistenti, alle commissioni di servizio e, a volte, alle commissioni per piccoli ordini.

Municipalità, contee e Stati pongono limiti e a pagarne le spese sono i consumatori finali con l’aumento delle commissioni sugli ordini.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: EPA/VICKIE FLORES

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