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Bce, la Lagarde è ottimista: “il Pil dell’Eurozona tornerà a livelli pre-Covid a fine anno”

“Il rapporto debito-pil si è alzato con la pandemia ma ora bisogna fare i giusti investimenti con il Next Generation EU. Le criptovalute? Non sono vere monete”. Intanto continua lo studio sull’euro digitale

Il Pil dell’Eurozona tornerà a livelli pre-Covid a fine anno. Ne è fortemente convinta la presidente della Bce, Christine Lagarde, secondo cui l’economia della zona euro si sta riprendendo più velocemente di quanto previsto solo 6 mesi fa, soprattutto grazie alla rapida campagna di vaccinazione che ha permesso a grandi settori di ripartire. 

Intervenendo al convegno Hec Talks organizzato dall’E’cole des hautes e’tudes commerciales de Paris e dalla European League for Economic Cooperation, Lagarde ha fatto sapere che la Bce ha rivisto al rialzo le sue previsioni. «Ora ci attendiamo una crescita del 5% nell’area euro e un’inflazione del 2,2%, ben più di quanto pensassimo a marzo e giugno». Per il 2022 il Pil è atteso in crescita del 4,6%, a un ritmo inferiore rispetto al +4,7% precedente mentre le stime per il 2023 sono state lasciate invariate al ritmo del 2,1%.

Tutti i Paesi del mondo hanno dovuto aumentare i loro debiti in rapporto al Pil, a causa della pandemia. «Non c’erano altre opzioni o possibilità di fare diversamente – ha ricordato. – Ora la questione è canalizzare i finanziamenti verso gli investimenti giusti, essere sicuri che le economie si riprendano nella forma giusta, con riforme strutturali che aumentino la loro produttività. Credo che questo Next Generation EU, che è stato ormai votato un anno fa, aiuterà i Paesi a convergere meglio e a ridurre il gap che esisteva tra alcuni dei paesi europei del Sud e quelli europei del Nord. Questo è sicuramente un obiettivo».

La Lagarde ha commentato anche la crescente popolarità di bitcoin ed ethereum di questi giorni. «Le criptovalute non sono valute, punto e basta – ha sottolineato. – Il problema è che le monete della blockchain non possono essere trattate come un mezzo di scambio perché sono asset finanziari a tutti gli effetti. E non asset qualsiasi, ma risorse altamente speculative che in alcuni casi sono sospette e comportano un elevato consumo di energia».Valute come il bitcoin sono asset troppo speculativi per essere equiparati a mezzi di scambio. Le stablecoin, invece, stanno cominciando a diffondersi e devono essere regolate.

Intanto continuano gli studi sull’euro digitale che dovrà essere introdotto senza mettere a rischio il sistema finanziario. «L’interesse dei clienti per questi strumenti sta spingendo le Banche centrali a esaminare la possibilità di creare una moneta unica virtuale. Ma anche nel caso in cui l’euro digitale diventasse realtà, sarebbe uno strumento molto diverso dalle criptovalute. Invece di avere banconote e contanti in tasca o nel portafoglio, possiamo avere esattamente la stessa cosa ma in forma digitale», ha spiegato Lagarde.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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