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Alitalia: al via il bando per la cessione del brand

Il prezzo base per la gara è di 290 milioni di euro. La cessione avverrà entro la fine dell’anno

Da oggi lo storico marchio Alitalia è ufficialmente in vendita. Ieri, infatti, la società in amministrazione straordinaria, con commissari Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso, ha pubblicato su diversi quotidiani l’invito alla gara per la cessione del brand.

Nell’avviso, disponibile in versione integrale sul sito http://www.amministrazionestraordinariaalitaliasai.com, si legge: «nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia Sai, i commissari straordinari, intendono procedere alla cessione del brand ‘Alitalia’». Il prezzo a base di gara è pari a 290 milioni di euro, oltre IVA e oneri fiscali ai sensi di legge. Si tratta di una cifra superiore al valore di 150 milioni indicato nei mesi scorsi dal commissario Leogrande. Il brand passerà nelle mani dell’aggiudicatario “entro il 31 dicembre 2021“. Anche dopo la cessione, comunque, i commissari potranno, utilizzare la denominazione “Alitalia in amministrazione straordinaria”, ma non il logo, fino alla fine dell’amministrazione straordinaria. Anche la società Alitalia Loyalty potrà mantenere il nome fino al 30 giugno 2022.

Saranno possibili rilanci e vincerà l’offerta con il prezzo più alto. Dalle 12 di oggi fino alla mezzanotte del 30 settembre, i soggetti interessati, tra cui sono ammesse imprese “di qualsiasi nazionalità” con un patrimonio “non inferiore a 200 milioni” e titolari di licenze di trasporto aereo o certificazioni di operatore aereo, potranno fare richiesta di ammissione alla data room, che verrà aperta il 20 settembre. Dopodiché si procederà con le offerte vincolanti, attese entro il 4 ottobre. Per l’aggiudicazione sono previste due fasi: nella prima saranno ammesse soltanto offerte vincolanti uguali o superiori al prezzo di gara; se questa andasse deserta, si aprirà una seconda fase che ammetterà offerte a prezzo inferiore. Per entrambe le fasi, qualora arrivassero più offerte valide, sarà possibile fare un rilancio, offrendo almeno 10 milioni in più della migliore offerta vincolante.

Ad aggiudicarsi il brand sarà l’offerta con il prezzo più alto. La procedura di cessione del brand Alitalia sarà aggiudicata provvisoriamente sia nella prima fase che nella seconda fase al prezzo più elevato offerto anche a seguito delle offerte di rilancio“. Gli esiti della procedura, si precisa, “saranno sottoposti al Ministero dello Sviluppo Economico e diventeranno efficaci e definitivi solo successivamente al rilascio da parte del Mise della prescritta autorizzazione, anche tenuto conto della congruità del prezzo offerto“. In caso di aggiudicazione, il concorrente dovrà impegnarsi “a non utilizzare il brand in modo contrario alla legge o all’ordine pubblico e, in ogni caso, a non utilizzare il brand per attività ovvero per forme di comunicazione che possano recare pregiudizio all’immagine di un qualunque Stato membro dell’Unione Europea, in ambito economico, culturale, turistico e trasportistico“. E anche dovrà presentare, insieme all’offerta vincolante, un “deposito cauzionale” pari a 40 milioni.

Tra i soggetti intenzionati a farsi avanti, come già noto, c’è ITA, che in vista del decollo del 15 ottobre lavora anche a chiudere le trattative con i sindacati per il personale.

«Il marchio Alitalia rappresenta un patrimonio valoriale e culturale storico, radicato nell’immaginario condiviso italiano. Questa operazione si prefigge di tutelare la persistenza del nome e del logo nel panorama del trasporto aereo e di mantenere vivo il legame con la nostra comunità» – affermano i Commissari straordinari di Alitalia nella nota di cessione. L’oggetto della procedura è, infatti, l’iconico marchio disegnato nel 1969 con la A stilizzata con i colori del tricolore, rimasta immutata anche nei successivi lievi restyling e poi diventata negli anni icona dell’italianità.

Il bando è stato pubblicato, in lingua inglese, anche dal Financial Times, il quotidiano della City di Londra.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/TELENEWS

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