Mar, 26 Ottobre
/

Business24 La TV del Lavoro

Il business è POP!

Smart working, in arrivo il contratto nelle PA

L’accordo dovrebbe arrivare entro metà ottobre

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha assicurato che entro la metà del mese di ottobre verrà raggiunto l’accordo per i dipendenti statali sul lavoro da remoto.

Un nuovo piano che mira a sistemare a livello contrattuale in primis le funzioni centrali del lavoro pubblico come ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, ma che con ogni probabilità conterrà anche le regole sul nuovo lavoro agile e farà da apripista al resto delle amministrazioni che dovrebbero regolarlo entro l’anno.

Secondo la bozza presentata dall’Aran, il lavoro agile non potrà essere fatto dall’estero a meno che la sede di lavoro sia fuori dai confini nazionali. Nel contratto tra amministrazione e dipendente sul lavoro agile dovranno essere chiarite la durata dell’accordo, le giornate da svolgere in smart working e definiti gli orari delle tre fasce di lavoro da remoto (operatività, contattabilità e inoperabilità). Si stima che possa avere il lavoro agile almeno il 15% del personale impegnato in attività con possibilità di smart working.

«Serve un accordo quadro nazionale, convocherò le parti sociali per riaprire il discorso. Va tenuto conto del tema del diritto alla disconnessione perché sta sfumando la differenza tra tempo di riposo e di lavoro: questo va chiarito. Se ci arriveremo assieme alle parti sociali bene, altrimenti ci si dovrà arrivare attraverso la legge», ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Titubanti sui tempi i sindacati.

Per questa settimana sono in calendario martedì 22 e mercoledì 23 due vertici tra l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) e i sindacati per affrontare il trattamento economico dei dipendenti delle Funzioni centrali. L’aumento per i dipendenti pubblici dovrebbe aggirarsi intorno ai 107 euro lordi mentre per i dipendenti delle funzioni centrali intorno ai 90 euro lordi. Il costo complessivo dei rinnovi per il periodo 2019-2021 è di 6,8 miliardi, 3,775 dei quali per i settori statali.

Dovrebbero aumentare le assunzioni: grazie alla ripresa dei concorsi, al ripristino dei turn over al 100% e al rinnovo dei contratti le amministrazioni potranno arrivarea d assumere tra i 100 mila e i 110 mila lavoratori l’anno.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

Ti potrebbe interessare anche:

Pagamento in contanti, cosa cambia nel 2022
Dal 1 gennaio scatta il nuovo limite a mille euro per i …
Expo 2020 Dubai, al Padiglione Italia oltre 200 mila visitatori
È uno tra i più visitati dell'Esposizione Il Padiglione Italia è uno …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: