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Partenza tonica per Piazza Affari e le Borse europee dopo la Fed

Focus oggi sulle Banche centrali e sui Pmi in Ue e Usa

Avvio positivo per le Borse europee questa mattina, sulla scia di Wall Street dove gli investitori hanno digerito facilmente l’annuncio di un imminente inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve (guarda qui). Nei primi minuti di contrattazione il Dax di Francoforte avanza dello 0.65%, mentre l’indice londinese Ftse100 e quello parigino Cac40 mostrano una crescita rispettivamente dello 0,3% e dello 0,6 per cento.

Anche la Borsa Milano si accoda al coro di rialzi in Europa. A Milano, quando è trascorsa meno di una ora dall’avvio degli scambi, l’indice Ftse Mib avanza di circa lo 0,7% e si avvicina nuovamente alla soglia dei 26 mila punti (al momento tratta a 25.900 punti circa).

Tra i titoli in evidenza oggi Amplifon e Azimut, le migliori del listino milanese grazie a un rialzo di quasi il 2%, seguite da Banca Mediolanum che sale dell’1,7%. Positiva anche UniCredit (+1,2%). Tra i titoli in rosso Tenaris che indietreggia dello 0,8%. Giù anche DiaSorin e Atlantia che cedono rispettivamente lo 0,24% e lo 0,5% circa.

Mostrano un andamento positivo anche i future di Wall Street (Dow Jones +0,36%, S&P +0,31% e Nasdaq +0,21%) che avanzano sull’onda dell’intonazione rialzista di ieri grazie alla Fed (Dow Jones +1%, S&P +0,95% e Nasdaq +1,02%). Gli sviluppi sul caso Evergrande (vedi qui) stanno sostenendo anche l’Asia in rialzo stamani (Tokyo chiusa per festività, Hong Kong +0,89%, Shanghai +0,39%).

Nel valutario l’euro/dollaro tratta a 1,171, +0,21, il dollaro/yen a 109,81, +0,03% e il cross tra sterlina e dollaro è a 1,365, +0,15%. Il Bitcoin segna un rialzo dell’1,33% a 44.017 dollari. Il petrolio Wti avanza dello 0,33% a 72,47 dollari al barile e il Brent fa +0,32% a 75,43 dollari al barile. L’oro perde lo 0,70%, a 1.766 dollari l’oncia.

Sempre sul fronte banche centrali attese oggi la pubblicazione del bollettino economico della Banca centrale europea e le riunioni della Banca nazionale Svizzera, della banca centrale norvegese, di quella turca e infine della Bank of England. Mentre sul fronte dati, gli operatori dovranno confrontarsi con gli indici di attività Pmi per il mese di settembre, che verranno diffusi questa mattina.

di: Maria Lucia PANUCCI

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