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Zoom, congelata l’acquisizione da 15 miliardi di Five9. Si temono legami con Pechino  

Ad indagare è Team Telecom, organismo del dipartimento alla Giustizia Usa secondo cui ci potrebbero essere rischi per la sicurezza nazionale a causa di relazioni e proprietà estere associate alle licenze applicative

Stop alla fusione da 15 miliardi tra Zoom e Five9. Il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha deciso di mettere sotto revisione il deal tra il colosso statunitense delle videoconferenze e la società quotata al Nasdaq, attiva nel campo dei contact center basati sul cloud per sospetti legami con la Cina.

Come rivela il Wall Street Journal, sulla base di una lettera pubblicata sul sito web della Federal communications commission, ad indagare sui legami di Zoom con la Cina è il Team Telecom, un organismo guidato dal dipartimento di Giustizia, che dovrà valutare se le licenze applicative scaturite dall’acquisizione “pongono dei rischi per la sicurezza nazionale o gli interessi” degli Stati Uniti.
Il timore è che possano esistere dei rischi derivanti dalle “relazioni e proprietà estere” associate a queste licenze applicative, quindi il Dipartimento ha chiesto alla Fcc di rinviare l’azione sull’applicazione fino a quando il Team Telecom non avrà terminato la sua revisione.

Il governo degli Stati Uniti aveva intensificato i controlli sui legami di Zoom con la Cina fin dall’anno scorso, quando la piattaforma ha chiuso l’account di un’organizzazione statunitense per i diritti umani poco dopo la sua videoconferenza sul massacro di piazza Tiananmen del 1989. Humanitarian China, con sede a San Francisco, ha dichiarato che quando ha tentato di accedere alla piattaforma Zoom, ha scoperto che il suo account era stato chiuso senza notifica o spiegazione da parte della società. Zoom ha riattivato silenziosamente l’account pochi giorni dopo.

Gli esperti di sicurezza delle tlc spiegano che queste indagini del Team Telecom potrebbero far entrare Zoom nel mirino dei funzionari statunitensi e di quelli cinesi, visto che in Cina è in atto un significativo giro di vite sull’industria tecnologica.

Zoom, che ha quattro aziende controllate in Cina, sta anche affrontando numerose indagini federali in corso sui suoi rapporti con Pechino. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/MATTIA SEDDA

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