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Giappone, il Pmi manifatturiero è al minimo in 8 mesi ma ancora in fase espansiva

L’inflazione core non è più negativa, il trend è pari a zero a record da metà 2020

Diverse notizie macroeconomiche giungono dal Giappone. Il Pmi manifatturiero è al minimo in 8 mesi. Il dato, stilato congiuntamente da Jibun Bank-Markit, si è attestato a settembre a 51,2 punti, in calo dai precedenti 52,7. A pesare sono i problemi di approvvigionamento dei materiali che hanno colpito la catena dell’offerta e che si stanno manifestando in tante altre parti del mondo. Il Pmi manifatturiero è rimasto comunque al di sopra dei 50 punti, linea di demarcazione tra fase di contrazione dell’attività economica – valori al di sotto – e di espansione – valori al di sopra.

Il Pmi dei servizi è migliorato invece a 47,4 punti dai 42,9 punti di agosto (che avevano confermato il valore minimo dal maggio del 2020), rimanendo però ancora in fase di contrazione, a causa dei continui problemi legati alla pandemia Covid.

L’inflazione del Giappone, misurata dall’indice dei prezzi al consumo, ha segnato ad agosto un calo dello 0,4% su base annua, contro la flessione pari a -0,3% attesa e rispetto al -0,3% precedente. Esclusa la componente dei prezzi dei beni alimentari freschi, il trend è stato pari a zero, come da attese e contro il precedente ribasso pari a -0,2%. E’ la prima volta dal luglio del 2020 che l’inflazione core non è al di sotto dello zero. Ma ancora la strada è in salita, se si considera che il target della Bank of Japan è pari al 2%.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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