
Coinvolti 35 capi di Stato e di Governo
Dopo i Panama Papers, arrivano i Pandora Papers: 12 milioni di documenti riservatissimi che hanno gettato luce sulle offshore di personalità politiche, star dello sport e dello spettacolo, grandi uomini d’affari e generali di tutto il mondo.
Le nuove carte documentano una miriade di affari milionari, venuti alla luce in un’inchiesta giornalistica internazionale durata due anni, coordinata dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), e frutto del lavoro collettivo di oltre 600 giornalisti di 150 testate internazionali, tra cui l’Espresso, che ha pubblicato in esclusiva per l’Italia i risultati.
I personaggi coinvolti nell’inchiesta sono tutti clienti di 14 riservatissimi studi internazionali, con basi da Dubai a Singapore, da Cipro alle Isole Vergini Britanniche, dal Belize alle Seychelles, fino alla stessa Panama City, che fabbricano offshore: ovvero, società collocate in giurisdizioni estere dove non esistono le tasse, che permettono ai titolari di restare anonimi.
Le 14 società coinvolte si appoggiano a una costellazione di uffici e filiali che funzionano come fabbriche di società anonime, messe a disposizione di banche, consulenti fiscali e studi legali di fama internazionale.
Perché l’anonimato è così importante e perché questi nomi fanno tanto scalpore? Perché servendosi delle offshore, questi leader sono in grado di occultare le proprie ricchezze al fisco, alla giustizia, e naturalmente agli elettori, il che condiziona l’opinione pubblica.
L’elenco comprende il premier della Repubblica Ceca, il ministro olandese dell’Economia, l’ex capo del governo britannico Tony Blair, il Re di Giordania e presidenti in carica di Paesi come Ucraina, Kenya, Cile, Ecuador. Ma anche star dello sport, esponenti della moda e dello spettacolo, criminali, terroristi o ex terroristi, narcotrafficanti e boss mafiosi, anche italiani. In tutto, sono 29 mila beneficiari di società offshore fino a ieri sconosciuti: una vera e propria super casta di oltre 130 multi miliardari di varie nazionalità, americani, indiani, messicani.
Vediamo qualche caso, documentato dai Pandora Papers nello specifico.
Il Re della Giordania, Abdullah II, ha acquistato ville e terreni negli Stati Uniti e a Londra, per oltre 100 milioni di euro, tramite offshore personali. Il tutto mentre il suo Governo riceveva sovvenzioni dagli Usa per combattere il terrorismo ed evitare una rivoluzione araba in un paese alleato. Si è giustificato attraverso un portavoce dichiarando che lui, come sovrano, non paga le tasse e che i suoi investimenti esteri non sono stati dichiarati per ragioni di sicurezza e privacy.
Torniamo in Europa: sono coinvolti il premier ceco Andrej Babis e il ministro dell’Economia olandese Wopke Hoekstra. Il primo, ha usato società-schermo delle Isole Vergini Britanniche, nel 2009, per acquistare una villa da 22 milioni in Costa Azzurra e nel 2017 ha vinto le elezioni promettendo di combattere la corruzione; il secondo è entrato nel 2009 in una offshore controllata da una cordata di ex manager di un colosso bancario di Amsterdam, Abn-Amro, ed è così diventato uno degli azionisti anonimi di una nota compagnia di safari in Africa.
Ancora: in Ucraina il capo di Stato Volodimyr Zelensky ha posseduto segretamente per anni, tramite una società offshore, un’azienda di produzione e distribuzione di film e programmi tv. Nel marzo 2019, un mese prima del voto, ha ceduto le sue azioni a un amico, Sergiy Shefir, che dopo il successo elettorale è stato nominato da Zelensky primo consigliere pubblico della presidenza ucraina.
Passiamo in Russia: qui un’amica del presidente Putin, Svetlana Krivonogikh, indicata dalla stampa indipendente come ex fidanzata e madre di una figlia non riconosciuta del presidente, è risultata essere beneficiaria di una società offshore costituita nel 2003, esattamente un mese dopo la nascita della bambina, che ha comprato per 3 milioni e 600 mila dollari una residenza affacciata sul mare nel Principato di Monaco. Un affare gestito dagli stessi fiduciari che lavorano tuttora per gli oligarchi più vicini al presidente Putin.
Tra i personaggi dello spettacolo coinvolti ci sono la super modella tedesca Claudia Schiffer, ma anche Shakira ed Elton John, e il cantante spagnolo Julio Iglesias, che è schedato come beficiario di almeno 20 società delle Isole Vergini Britanniche. Al centro del mirino anche Carlo Ancelotti, ex calciatore oggi allenatore del Real Madrid.
Ma è coinvolto anche un boss della camorra, Raffaele Amato, che ha utilizzato una compagnia di fiduciari con base a Montecarlo per schermare la proprietà di una società-cassaforte inglese, che ha comprato terreni e immobili in Spagna.
Non solo: nell’elenco c’è anche l’ex nazifascista Delfo Zorzi, intercettato dalla polizia italiana nel 1997 mentre era latitante, che utilizzava per le comunicazioni più riservate un telefonino intestato alla filiale svizzera di una misteriosa società offshor, la Fidinam, controllata da prestigiosi avvocati ed ex magistrati, che aveva registrato quel cliente con il suo nuovo nome giapponese, Hagen Roi, ottenuto a Tokyo dove vive dagli anni ’70. Processato e condannato in primo grado per la strage di Piazza Fontana, Zorzi è stato assolto in appello e la Cassazione ha confermato in via definitiva la sua innocenza.
di: Micaela FERRARO
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