
L’Fmi lancia l’allarme: “aumentano le implicazioni potenziali per tutta l’economia”
Il mercato delle criptovalute ha superato i due mila miliardi di dollari, 10 volte di più rispetto all’inizio del 2020. E’ quanto rileva il Fondo monetario internazionale secondo cui, insieme a “un nuovo mondo di opportunità“, crescono anche “sfide e rischi“. «Finora – sottolinea il Global financial stability report – gli incidenti registrati non hanno avuto un impatto significativo, ma man mano che il settore diventerà sempre più mainstream, la loro importanza in termini di implicazioni potenziali per tutta l’economia è destinata ad aumentare».
In particolare l’Fmi mette in guardia sui rischi che corrono i consumatori. Di oltre 16.000 token quotati in vari scambi, soltanto 9.000 esistono ancora oggi, mentre il resto si è volatilizzato in varie forme. E diverse possono essere le motivazioni: perché molti di loro non hanno più volume sufficiente, perché gli sviluppatori si sono ritirati dal progetto o anche perché erano stati creati per mera speculazione o direttamente con intenzioni fraudolente.
A proposito di quest’ultimo punto l’anonimato delle criptoattività può aprire le porte al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo. Per quanto le autorità siano in grado di tracciare le transazioni illecite, possono avere difficoltà a risalire alle parti coinvolte. Senza dimenticare che la differenza delle cornici regolatorie tra i vari Paesi complica il coordinamento, con molte transazioni che avvengono tra entità che operano principalmente in centri finanziari offshore.
A preoccupare gli economisti di Washington è anche il rapido diffondersi delle criptoattività nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. «Guardando al futuro – avverte il Gfsr – un’adozione così rapida e diffusa può porre significative sfide con i cittadini che cominciano a usare criptovalute al posto della moneta locale. E ciò può ridurre la capacità delle banche centrali di condurre con efficacia la propria politica monetaria».
Di qui l’esortazione del Fondo ad agire in modo “deciso, rapido e ben coordinato a livello globale per consentire di mantenere i benefici ma, allo stesso tempo di ridurre le vulnerabilità“. Diversi sono i suggerimenti che arrivano da Washington. E il primo è l’invito a regolatori e supervisori a monitorare il rapido sviluppo di questo ecosistema e i rischi che può porre, affrontando il nodo della carenza di dati. Una regolamentazione chiara ed incisiva è fondamentale e contro la criptizzazione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo, l’Fmi sollecita a rafforzare le politiche macroeconomiche e a considerare i benefici che deriverebbero dall’emissione di una moneta digitale garantita dalla banca centrale.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA/SASCHA STEINBACH
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