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Gioielleria sostenibile: patto fra Kering e Cartier

I due colossi parigini del lusso si coalizzano. Obiettivi comuni, la resilienza ai cambiamenti climatici, la tutela delle risorse e la lotta per l’inclusione

Chi l’avrebbe mai detto? I gioiellieri hanno davvero un cuore d’oro.

François-Henri Pinault e la sua Kering, dopo il fruttuoso sodalizio con il presidente Macron nel 2019 per l’instaurazione del Fashion Pact, tende la mano agli eterni rivali di Cartier per lanciare l’ancor più ambiziosa Watch and Jewellery Initiative 2030.

La maison leader del gruppo Richemont ha risposto entusiasticamente alla proposta e la missione congiunta dei due brand sarà riunire i leader mondiali della categoria e perseguire gli obiettivi di sostenibilità in collaborazione con il Responsible Jewellery Council.

«L’iniziativa accoglierà con favore tutti i brand di orologeria e gioielleria con una presenza nazionale e internazionale, desiderosi di impegnarsi in una serie di ambiziosi obiettivi comuni che toccano tre aree: costruire resilienza ai cambiamenti climatici, preservare le risorse e favorire l’inclusione», si legge nel comunicato.

Le nuove aree di interesse individuate sono quelle che coinvolgono l’ambito scientifico – climate change in primis – e la modernizzazione delle risorse e dei modelli economici.

Sarà fondamentale, citando le parole della presidente e CEO di Cartier Cyrille Vigneron, “agire solidalmente nel produrre un impatto più positivo“: lo scopo è quello di moltiplicare lo sforzo verso un settore più sostenibile, facendo sì che tutta la categoria si dedichi a progetti capaci di generare un impatto positivo sul pianeta e sui suoi abitanti.

Le fa eco l’amministratore delegato di Kering François Palus che ritiene che “impegnarsi collettivamente a una base comune di obiettivi ambientali quantificabili, incentrati su pochi temi, sia il modo migliore per produrre realmente un impatto”.

Prerogativa del Responsible Jewellery Council sarà, come annunciato dalla sua direttrice esecutiva Iris van der Veken, “contribuire grandemente al cambiamento urgente che è necessario per conseguire i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile nel decennio di azione”.

Per quanto riguarda le tre aree menzionate nel comunicato a cui abbiamo accennato poco sopra, la parola chiave sarà “trasparenza”; in più si terrà conto delle esigenze di molti portatori di interesse, consumatori in primis, per cui è fondamentale che le pratiche ambientali, sociali ed etiche siano esemplari.

A proposito del primo punto, la resilienza ai cambiamenti climatici, traguardo cruciale sarà la riduzione delle emissioni di CO₂ al fine di contenere il riscaldamento globale entro una temperatura pari a 1,5°C, fino al raggiungimento di quell’impatto zero previsto per il 2030.

Il secondo cardine del patto, quello relativo alla salvaguardia della natura e delle comunità, si incentra sulla priorità di misurare l’impatto delle aziende coinvolte su biodiversità e acqua in tutti i loro stadi di reperimento di materie prime fondamentali.

Venendo al terzo proposito, quello relativo all’inclusione, si richiede che l’impegno dei marchi aderenti al piano non sia una responsabilità a cui aderire una tantum ma che comporti un ruolo effettivo di membro del Responsible Jewellery Council e, di conseguenza, il conseguimento nel biennio successivo di una certificazione ai sensi del Codice di Condotta.

di: Andrea BOSCO

FOTO: REUTERS/Regis Duvignau

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