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Pandoro salato: in aumento il prezzo del grano

È uno sgradito regalo di Natale: i dolci delle feste costeranno il 20% in più per via del rincaro del costo del loro principale ingrediente

Si dice che a Natale siamo tutti più buoni: sarà così anche quest’anno per tutti, tranne, loro malgrado, per le principali aziende dolciarie del nostro Paese.

È l’ultima rivelazione della CNA Dolciari e Panificatori del Veneto, che in base alle speculazioni in atto sul mercato, dentro e fuori i confini nazionali, sui prodotti della panificazione, annuncia un possibile rialzo del prezzo dei dolci che da generazioni allietano le nostre feste.

Sarà il risultato della carenza di grano registratasi quest’anno, anche per via delle complicazioni post-pandemiche.

I raccolti di frumento duro, soprattutto quelli provenienti dal Nord America, hanno patito duramente gli effetti della siccità, arrivando a calare del 27% in Canada e addirittura del 46% negli Stati Uniti rispetto allo scorso anno, in controtendenza con l’Europa, previsti in aumento dell’8,4% su base annua. Un’altalena, quindi, che porta a una flessione globale del 15,6% rispetto al 2020.

Washington si strugge, ma Pechino gongola, visto che l’abbondanza delle sue scorte ha fatto sì che il costo medio del cereale aumentasse del 35%; festeggia anche Ankara, che ha intensificato la sua produzione di grano del 77% rispetto al 2016 e si appresta a mettere in discussione la dominazione tricolore nel campo della tradizione pastaia.

È nelle regioni nord-orientali che si trova quasi la metà dei terreni destinati alla crescita del frumento tenero, ma spaventa il loro vistoso calo del 10,8%, bilanciato sostanziosamente dall’incremento del 24% delle aree che ospiteranno campi dello stesso cereale a tipologia dura.

Gli aumenti di prezzo delle materie prime si sono fatti sentire, nel giro di un anno, costringendoci a pagare il grano tenero e il grano duro a un prezzo superiore rispettivamente del 9,9% e del 17,7% rispetto al 2020.

«Rischiamo una situazione insostenibile dichiara Catia Olivetto, presidente di Cna Dolciari e Panificatori Veneto perché a queste condizioni, considerando gli aumenti impressionanti dei costi di luce e gas, i panificatori veneti non ce la possono fare a non aumentare i prezzi al dettaglio».

Le conseguenze sulla filiera delle materie prime si sono già fatte sentire, dunque, mentre dovremo attendere qualche mese, preparandoci al peggio, per sapere se dovremo risparmiare qualche euro in più per i canditi e per lo zucchero a velo.

di: Andrea BOSCO

FOTO: ANSA

LEGGI ANCHE: Effetto Covid, Coldiretti: il prezzo del grano è aumentato del 16%

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