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Eppure il vento soffia ancora: il futuro delle turbine eoliche è in mezzo al mare

Ci sono tutte le condizioni per puntare su un mondo più green, ma bisognerà tenere conto del costo più impegnativo delle nuove strutture al largo della costa

L’ecosostenibilità è una componente sempre più imprescindibile del mondo moderno e delle aziende che operano al suo interno: con le fonti di energia non rinnovabili ormai allo stremo, si renderà necessaria la maggiore diffusione di risorse energetiche virtualmente infinite come il vento.

Ci è arrivata anche la Cina, che è in procinto di mettere in piedi in mare aperto MySe, una colossale struttura da oltre 250 metri che a breve sarà in grado di rifornire energeticamente un’area di 20 mila case per un quarto di secolo tondo tondo, evitando di appesantire l’intero pianeta con 1,6 miliardi di tonnellate di CO₂.

È il passo più recente di una tendenza che porterà la capacità impiantata di eolico marino a 12 gigawatt complessivi solo per quest’anno, una cifra che fa impallidire quella registrata l’anno scorso, pari alla metà.

Per non intasare le acque più vicine alla terraferma, una soluzione può consistere nella creazione di piattaforme di sostegno galleggianti che diano anche tregua ai fondali marini: è un piano che si attuerà sulla lunga distanza, dal momento che il traguardo considerato per l’affermazione totale di questa tecnologia è stato fissato per il 2050.

Le turbine a pelo d’acqua finiranno per assomigliare a delle vere e proprie Torri Eiffel dell’oceano, visto che la eguaglieranno in altezza e rappresenteranno l’avanguardia del loro settore.

Genereranno una quantità di elettricità tre volte superiore alle loro gemelle terrestri e andranno articolate su quattro possibili modelli: quelle semisommergibili, quelle ad asta, quelle a gamba in tensione e quelle su chiatta.

Sarà un considerevole risparmio energetico inversamente proporzionale, tuttavia, a quello economico: agli effettivi miglioramenti in campo ambientale corrisponderà, allo stato attuale delle cose, un dispendio economico significativamente maggiore, visto che le strutture flottanti costeranno il doppio di quelle vicine alla costa e il triplo di quelle piantate sulla terraferma.

di: Andrea BOSCO

FOTO: ANSA

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