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Green pass al lavoro, è polemica sui controlli. Si infiamma il settore portuale

Il Governo: “le aziende valutino anche tamponi gratis ai portuali per scongiurare criticità per il settore e l’indotto”

Dopo il via libera alle modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo dal 15 ottobre (guarda qui) cominciano a sorgere i primi dubbi e non mancano di certo le polemiche.

A far storcere il naso intanto sono le conseguenze per chi viene beccato sprovvisto di Green pass: la mancanza del pass non comporta il licenziamento, è vero, ma chi non ce l’ha dovrà essere allontanato dal posto di lavoro e ciascun giorno di mancato servizio conterà come una assenza ingiustificata: niente contributi e calcolo di giorni di ferie.

Si infiamma poi la polemica nei porti. Per scongiurare il rischio di compromissione dell’operatività, nel caso di un alto numero di addetti senza certificato, si raccomanda alle imprese del settore “di mettere a disposizione del personale sprovvisto di green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti“. E’ quanto indica una circolare inviata a tutti i prefetti dal capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi. Viene poi spiegato, con un’altra circolare, che i tamponi non sarebbero a carico dello Stato, ma sono le imprese che devono valutare in piena autonomia quale soluzione in modo da evitare “conseguenze critiche” per il settore ed il relativo indotto.

Insomma più spese per i controlli e per evitare le sanzioni, cosa che non piace affatto agli operatori in questione. Il Comitato dei lavoratori ha già fatto sapere che dal 15 ottobre, se non verrà ritirato l’obbligo del Green Pass, bloccherà le attività del porto di Trieste. 

Nei porti di Napoli e Salerno non si preannunciano problemi relativi all’entrata in vigore del Green pass. Secondo fonti sindacali, il numero dei lavoratori no-vax è minimo e non compromette le regolari attività dei due scali. In questi giorni, riferisce la Filt-Cgil Campania, non è emerso alcun accenno di protesta relativo all’esordio del Certificato Verde nei luoghi di lavoro.

Neanche nei cinque porti di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi si temono particolari situazioni di criticità, scioperi o blocchi legati all’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass. Lo assicura il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale, Tito Vespasiani, precisando che “nei cinque porti il tasso di vaccinazione tocca in alcuni settori il 100%“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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