
Dai beni alimentari alle spese di Natale
La carenza di materie prime ha comportato un generale aumento dei prezzi dei beni di consumo primari, ma la stangata potrebbe non arrestarsi prima di Natale.
Non solo luce e gas dunque, ma anche benzina, Gpl e gasolio: la verde oggi costa il 24,7% in più rispetto al 2020, il gasolio è aumentato del 26,4%.
Gli aumenti incideranno su molti comparti e, secondo il Codacons, con l’inizio delle festività le famiglie potrebbero spendere 99 milioni di euro in più rispetto al 2019 e gli italiani complessivamente quasi 1,4 miliardi in più.
Nello specifico, a far scattare la preoccupazione sono i rincari su alimenti fondamentali come farina, olio e burro. I panettoni potrebbero subire un aumento del 20%.
La spesa di Natale potrebbe aggirarsi intorno ai 900 milioni per pesci, carni e salumi, con un ricaro del 2,5%; 430 milioni per vino e bevande, 1,5%; 480 milioni per ortaggi, frutta fresca e secca, in aumento del 2,7%; 300 milioni per pandori, panettoni e dolci lievitati, con un rincaro del 10%. Infine, 330 milioni per pasta e pane.
Questi aumenti vanno ad unirsi a quelli già avvenuti sull’energia: i prezzi di luce e gas a ottobre hanno subito un rincaro rispettivamente del 29,8% e del 14,4%.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA
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