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La deep speed targata Sealence Spa che cambia il navale

Un progetto rivoluzionario per sostituire anche nel navale le eliche con dispositivi più efficienti e meno impattanti

La transizione ecologica riguarda anche e soprattutto il mondo dei trasporti, e il settore navale non dev’essere da meno. A questo ambizioso progetto punta Sealence Spa, startup nata nel 2017 con l’obiettivo di rivoluzionare il mondo della propulsione navale. Ci racconta la mission di questa società il CEO e co-fondatore William Gobbo.

Lavorando sulla propulsione a jet elettrica, la cosiddetta deep speed, Sealence vuole proporre un nuovo modello ingegneristico. Guardando ai cambiamenti già in atto nel mondo dell’aeronautica, i jet, più efficienti poiché a propulsione e meno inquinanti perché elettrici, andranno così a sostituire le eliche delle imbarcazioni.

Per portare a termine questa missione, la Sealence si avvale di una realtà di 30 dipendenti, quasi tutti ingegneri, che condividono la nobile ambizione di valorizzare in termini ambientali le loro competenze. Una sfida ingegneristica che funge da apripista e che ha richiesto intraprendenza e creatività, oltre a un solido e variegato bagaglio di competenze fra meccanici, elettronici, fluidodinamici e informatici.

Un elemento importante da evidenziare, quando si parla di sostenibilità, è che la riduzione dell’impatto ambientale non equivale necessariamente a una riduzione in termini di performance. In questo caso la propulsione, prima ancora di essere elettrica, è efficiente: oltre a impiegare un’energia più pulita, ne spende una percentuale minore rispetto a quella richiesta dalle eliche tradizionali.

A che punto è il progetto di Sealence? Ad oggi, l’azienda è nella fase finale della sperimentazione dei jet ed è già proiettata verso lo step successivo: la commercializzazione, che sarà possibile già dal prossimo anno. Attualmente, gli ingegneri di Sealence stanno raccogliendo dati e informazioni attraverso alcuni test, nella loro barca-laboratorio ma anche distribuendo dei prototipi ai loro cantieri partner. In questa prima fase di sperimentazione parliamo ancora di imbarcazioni fra i 12 e i 18 metri, anche se in cantiere non mancano progetti di jet per scafi fino a 36 metri.

Di qui, capiamo che il target di questa ambiziosa startup, attualmente legato a una nautica da diporto, fra i 12 e i 24 metri, può espandersi ulteriormente. L’obiettivo finale di Sealence è infatti raggiungere la nautica commerciale, che è responsabile di più emissioni nell’ambiente.

A partire dal prossimo anno vedremo già salpare un traghetto, progettato in partnership con una compagnia di navigazione, da 24 metri con capienza di 160 passeggeri e un jet a propulsione al posto dell’elica. Nell’ambizioso piano di investimenti che stanno mettendo in atto rientra anche l’apertura di nuove sedi estere, aprendosi a mercati immensi come quello americano, cinese, australiano e neozelandese.

A questo si aggiungerà, nei prossimi mesi, un consistente piano di assunzioni che porterà nell’organico di Sealence il bagaglio tecnico di altre 30 persone, combinando personalità intraprendenti, approcci visionari e seniority nel settore.

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