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Cybercrime, dagli hacker danni pari al 6% del Pil mondiale. +24% per gli attacchi gravi nel primo semestre

In Italia 36 mln di eventi maelvoli, in aumento del 180% rispetto allo stesso periodo del 2020

Il Cybercrime è una emergenza globale e provoca danni economici stimati pari a oltre il 6% del Pil mondiale. A lanciare l’allarme è il rapporto di Clusit-Associazione italiana per la sicurezza informatica che sottolinea come nel primo semestre si sono registrati il 24% in più di attacchi gravi e si è assista ad una crescita dal 49% al 74% degli assalti “molto critici o devastanti“.

Preoccupa il quadro italiano dove si contano 36 milioni di eventi malevoli, in aumento del 180% rispetto allo stesso periodo del 2020. Secondo Andrea Zapparoli Manzoni, co-autore del rapporto, il Pnrr “può rappresentare l’occasione di mettersi al passo e colmare le proprie lacune anche in ambito cyber“.

A livello mondiale invece, secondo i ricercatori, nel primo semestre 2021 sono aumentati del 21% gli attacchi gravi compiuti per finalità di cybercrime, cioè per estorcere denaro, che rappresentano l’88% del totale. In diminuzione invece quelli classificati come attività di Cyber Espionage (-36,7%), dopo il picco straordinario del 2020 dovuto principalmente allo spionaggio relativo allo sviluppo di vaccini e cure per il Covid. 

Tra le tecniche d’attacco il malware, che indica un qualsiasi programma informatico usato per disturbare le operazioni svolte da un utente di un computer, mostra i numeri maggiori: rappresenta il 43% del totale, in crescita del 10,5%. Subito dopo ci sono le tecniche scientifiche sconosciute (categoria “Unknown”), in aumento del 13,9% sul secondo semestre 2020; crescono dell’11,6% gli attacchi gravi condotti con “tecniche multiple”. 

In termini percentuali la categoria più colpita è “government” che rappresenta il 16% del totale; al secondo posto ancora la sanità con il 13% degli attacchi totali, al terzo “multiple targets”, che in questo semestre rappresenta il 12% delle vittime. Quest’ultima registra una diminuzione perché, spiega il Clusit, “siamo di fronte a un cambio di strategia da parte di chi attacca, che privilegia assalti “gravi mirati verso singoli bersagli” con la minaccia di diffondere i dati rubati alle vittime qualora non paghino il riscatto. 

Quanto alla distribuzione geografica degli attacchi nel primo semestre 2021 sono aumentati del 10% quelli verso realtà basate in Europa, mentre rimangono invariate le percentuali di vittime di area americana e asiatica. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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