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Superbonus, ok al decreto anti-frodi: prezzi fissi e stop agli abusi

L’obiettivo è mettere al riparo dalle frodi, per evitare che i bonus edilizi “perdano credibilità”

Prezzi fissi e stop agli abusi. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legge contro le frodi sugli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, tra cui il Superbonus. Il testo mira a contrastare gli abusi sulla cessione dei crediti, che in meno di un anno ammonterebbero già a 850 milioni di euro. L’obiettivo, come ha sottolineato anche il premier Draghi, è evitare che gli incentivi perdano di credibilità.

In particolare per evitare che le fatture lievitino in modo anomalo in virtù degli sconti fiscali saranno previsti dei listini di riferimento con prezzi fissati: è una delle misure che avrebbe chiesto lo stesso Draghi.

Stop alla cessione del credito o sconto in fattura per il superbonus e gli altri bonus ristrutturazioni se emergono “profili di rischio” che vanno verificati. Si prevede che l’Agenzia delle Entrate possa sospendere fino a 30 giorni gli effetti delle comunicazioni di cessione del credito in base a specifici profili di rischio che saranno individuati per ogni “diversa tipologia dei crediti ceduti“. All’esito positivo delle verifiche, o trascorsi 30 giorni, la cessione del credito diventa efficace.

Dalla bozza è stato stralciato un comma che prevedeva controlli a carico del fornitore o del cessionario per non concorrere in solido con il beneficiario nella responsabilità per eventuali violazioni nell’utilizzo dello sconto in fattura o della cessione del credito. «Avrebbe appesantito di burocrazia uno strumento che abbiamo semplificato», affermano fonti di governo M5s

Viene esteso l’obbligo del visto di conformità, rilasciato da commercialisti e Caf, anche nel caso in cui il superbonus 110% sia portato in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi. L’obbligo non sussiste se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente. Al momento, invece, il visto è richiesto solo nel caso di cessione del credito o sconto in fattura. Da gennaio l’obbligo scatta anche per gli altri bonus edilizi. Inoltre viene snellita e resa più rapida l’attività di accertamento e di recupero delle imposte dovute da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In manovra vengono poi rifinanziate per tre anni, fino al 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura in favore di sismabonus, ecobonus (tra cui gli infissi), bonus facciate e le colonnine di ricarica. Confermati anche la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura per il Superbonus al 110%, che vengono in questo caso prorogati fino al 31 dicembre 2025. La detrazione relativa al Superbonus però comincerà a calare dopo il 2023: sarà del 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 e del 65% per quelle sostenute nel 2025. Resta, per ora, il limite per le villette unifamiliari già approvato in Cdm: solo i proprietari con un Isee sotto i 25 mila euro potranno accedere al super-sconto.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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