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Ue, riviste al rialzo le stime di crescita per l’Italia: +6,2% nel 2021, +4,3% nel 2022

Giù debito e deficit. Il Pil della zona euro al 5,0% nel 2021

L’Ue rivede al rialzo le stime di crescita economica dell’Italia. Ora la previsione è di un aumento del Pil del 6,2% quest’anno, cui dovrebbe seguire una espansione del 4,3% nel 2022. Nel 2023, infine, secondo le cifre indicate nelle previsioni economiche autunnali, la crescita dell’Italia si modererebbe al 2,3%. Nelle previsioni precedenti, pubblicate il 7 luglio, la Commissione europea prevedeva un +5% sul Pil 2021 in Italia e un più 4,2% nel 2022. «Dopo il rimbalzo nella prima metà del 2021, il Pil italiano è destinato a continuare ad espandersi, pur incontrando alcuni venti contrari nel breve termine», si legge in una nota.

La ripresa farà scendere il rapporto tra debito pubblico e Pil, che dovrebbe passare, secondo Bruxelles, “dal 155,6% nel 2020 al 151% nel 2023 grazie anche a un favorevole aggiustamento stock-flussi“. In seguito alla crescita, sostenuta dalla domanda interna già quest’anno il debito scenderà al 154,4% e al 151,4% nel 2022. Migliora anche il rapporto deficit/Pil “trainato dalla ripresa economica e dalla graduale eliminazione delle misure fiscali di emergenza del governo“: dopo essere salito al 9,6% nel 2020, dovrebbe scendere al 9,4% nel 2021, al 5,8% nel 2022 e al 4,3% nel 2023. 

Il tasso di disoccupazione salirà in Italia quest’anno al 9,8%, dal 9,2% del 2020, per poi attenuarsi al 9,3% nel 2022 e al 9,2% nel 2023 quando tornerà al valore del 2020. Dopo il crollo del 10,3% del 2020 secondo l’Ue l’occupazione in Italia quest’anno recupererà un 5,9%, nel 2022 un 4% e nel 2023 salirà di ulteriore 2%.

Secondo il commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni, il rafforzamento della crescita sta aiutando a stabilizzare le finanze pubbliche, mentre il supporto di nextGenerationEu ha contribuito a portare gli investimenti pubblici ai massimi da oltre 10 anni. «Ora ci sono tre rischi chiave da tenere sotto controllo: gli aumenti dei casi di Covid, l’inflazione che sta accelerando e i problemi nelle catene di forniture globali che pesano su molti settori», ha detto.

Per quanto riguarda la crescita economica nella zona euro dovrebbe essere del 5,0% nel 2021, del 4,3% nel 2022 e del 2,4% nel 2023. «L’economia europea si sta riprendendo fortemente dalla recente recessione, con un tasso di crescita previsto del 5% quest’anno – ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. – Ma questo non è il momento dell’auto-compiacimento. Vi sono alcuni rischi. Non da ultimo, dobbiamo affrontare le strozzature nelle catene di approvvigionamento, così come l’aumento dei prezzi dell’energia che colpirà molte famiglie e aziende in tutta Europa».

Per quanto riguarda l’inflazione dell’Eurozona le previsioni la stimano al 2,4% nel 2021, al 2,2% nel 2022, 1,4% in 2023.

Resta però l’incognita del virus e, dice la Commissione, “nonostante l’impatto della pandemia sull’economia si sia indebolito considerevolmente, il Covid non è stato ancora sconfitto e la ripresa è fortemente legata alla sua evoluzione, dentro e fuori l’Ue“.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/KENZO TRIBOUILLARD / POOL

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