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Operazione Natale, verso un Green pass rimodulato?

Presto il certificato potrebbe durare di meno ed essere legato solo a chi si è immunizzato e guarito dal Covid. Verso le vaccinazioni ai bambini e ad un ritorno alle decisioni locali

Il Governo ha precisato più volte che al momento non sono al vaglio nuove misure restrittive: si va avanti sulla via tracciata con il Green pass e si continua a spingere con i vaccini. Ma i contagi purtroppo stanno risalendo anche da noi, oltre che in altri Paesi e, temendo un altro Natale blindato, diverse città si sono già portate avanti, con i sindaci che hanno emesso varie ordinanze per contenere l’epidemia ed evitare l’irreparabile alla fine (guarda qui).

E non è detto che lo stesso Palazzo Chigi alla fine non si muova per salvare il Natale degli italiani e soprattutto di coloro che si sono vaccinati. Nel mirino potrebbe presto finire una rimodulazione del Green pass. Si sta infatti ragionando sulla possibilità di ridurre la durata del certificato da 12 a 9 mesi o addirittura a 6 mesi, ma soprattutto si pensa di escludere i tamponi o, al limite, accorciarne la validità. La proposta è stata avanzata dal consulente del Ministero della Salute, Walter Ricciardi. Quindi il green pass, al momento la nostra carta della libertà, potrebbe essere legato definitivamente solo ai vaccini o al superamento dell’infezione.

Una stretta che colpirebbe chiaramente i non vaccinati e non da poco visto che c’è ampia possibilità che il certificato sarà valido anche per buona parte del 2022. Nei posti di lavoro invece resterebbe la formula attuale con l’opzione del tampone negativo.

Il Governo è anche orientato, se il parere dell’Ema sulle vaccinazioni ai bambini tra i cinque e gli 11 anni sarà positivo, ad aprire le vaccinazioni anche a questa fascia di età. In questo senso avanza anche l’ipotesi dell’estensione del Green pass obbligatorio per l’accesso a buona parte delle attività per i bambini. 

E potrebbero tornare i poteri nelle mani di governatori e sindaci per imporre zone rosse locali, prima che viaggi e cene in famiglia aumentino i rischi di diffusione anche fuori la propria Regione. 

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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