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Troppe emissioni consentite: in crisi le auto elettriche

L’accusa viene dalla ong Transport & Environment

Il settore delle auto elettriche in Europa rischa di arrestare il suo decollo. A causare lo stallo sarebbero i limiti troppo blandi imposti sulla decarbonizzazione che, senza interventi nazionali restrittivi, non incentivano alla crescita del mercato.

È quanto denuncia la Transport & Environment (T&E), ong ambientalista che nota come senza obiettivi più ambiziosi nel taglio alle emissioni di Co2 si rischia di frenare in partenza un settore che aveva appena iniziato a crescere. Negli ultimi anni politiche di questo genere avevano permesso alle auto elettriche di conquistare una bella fetta del mercato europeo, circa un quinto.

Le stime dell’associazione, basate sui livelli di Co2 consentiti, parlano di 18 milioni di auto vendute in meno rispetto alle previsioni, con un “guadagno” di 55 milioni di tonnellate di emissioni nocive.

La situazione è particolarmente allarmante anche in Italia, dove i tassi di motorizzazione sono fra i più alti del Vecchio Continente con una media di 655 auto ogni 1.000 abitanti e dove «le auto da sole rappresentano il 16% delle emissioni aggregate dell’economia», commenta il policy gfficer di T&E Italia Carlo Tritto.

Gli attuali accordi prevedono la riduzione delle emissioni generate dai veicoli del 55% entro il 2025, anche se le stime della ong prevedono che il target potrebbe essere raggiunto già nel 2023 con adeguati sforzi. I traguardi prefissati sono dunque troppo blandi e, complici le lacune legislative di molti Paesi, rischiano di allontanare l’obiettivo finale delle zero emissioni.

di: Marianna MANCINI

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