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La storia di DAZN, dalla fondazione alla Serie A

In soli 6 anni la piattaforma è riuscita ad aggiudicarsi tutto il campionato italiano di calcio

L’argomento più caldo del momento per gli appassionati di calcio? Senza dubbio DAZN. Ma cosa c’è dietro questo nome e la sua scalata allo sport italiano?

DAZN nasce a Londra nel 2015 come piattaforma di streaming incentrata sullo sport. Il gruppo è controllato dalla Access Industries, multinazionale Usa fondata da Len Blavatnik. Con questa società il miliardario e filantropo insegue un vero e proprio sogno: la transizione dello sport dal satellitare allo streaming, accessibile a più persone e con più mezzi.

E in Italia? In un primo momento, la società britannica entra in punta di piedi. Nel 2018 comincia ad assicurarsi tutti i diritti della serie B, ma non si accontenta.

DAZN cerca fin da subito di mettere le mani sulla serie A, e lo fa con una strategia graduale ma efficace. Il primo passo è quello di aggiudicarsi tre partite di campionato. Poche ma essenziali. Si tratta infatti dell’anticipo del sabato sera e di due turni domenicali, ossia le partite delle 12.30 e delle 15.

Così, le altre emittenti di calcio sono praticamente costrette a scendere a patti con DAZN. Per continuare a offrire ai loro abbonati tutto il calendario, sia Mediaset Premium sia Sky includono gratuitamente la piattaforma di DAZN nel loro abbonamento.

Un investimento a fatturato zero per la società britannica, che però entra di fatto fra i pochi soggetti titolari dei diritti delle partite.

L’ingresso di DAZN nel mondo del calcio italiano porta con sé non poche polemiche: le interruzioni e i buffering nella trasmissione delle partite accendono lamentele, disdette e reclami. Tanto che Codacons, Agcom e persino il Mise hanno alzato le voci contro i disservizi continui.

Ad ogni modo, a giugno 2021 DAZN vince la scalata al campionato italiano e si aggiudica l’esclusiva su tutte le partite di Serie A del triennio 2021-2024. Con buona pace dei supporter. Agli appassionati non resta che tifare per Blavatnik e sperare che il suo sogno di uno streaming accessibile a tutti diventi realtà anche per loro.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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