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Petrolio, è boom di prezzi e gli Usa annunciano il ricorso alle riserve strategiche nazionali

Lo faranno anche Cina, Giappone, Corea del Sud, India e Regno Unito

Continua il boom dei prezzi del petrolio, vista la carenza di materia prima, e di tutta risposta Gli Stati Uniti, insieme ad altri Paesi come Cina, Giappone, Corea del Sud, India e Regno Unito, fanno fronte comune, ricorrendo alle proprie riserve strategiche, con l’obiettivo dichiarato di far scendere i prezzi energetici e di smorzare in questo modo la fiammata dell’inflazione.

Dal canto loro gli Usa rilasceranno sul mercato 50 milioni di barili di riserve strategiche di petrolio. «Il presidente è pronto a prendere ulteriori misure, in caso di necessità, ed è pronto a ricorrere a tutta la sua autorità, lavorando insieme al resto del mondo, per mantenere una offerta adeguata, nel momento in cui usciamo dalla pandemia», si legge nel comunicato diramato dalla Casa Bianca.

La frustrazione degli americani è alta, se si considera che i prezzi della benzina viaggiano al record degli ultimi 7 anni, con il prezzo medio di un gallone che si aggirava nella giornata di ieri attorno ai 3,409 dollari, rispetto ai 2,11 dollari al gallone di un anno fa.

I prezzi del petrolio WTI reagiscono all’annuncio perdendo l’1,3% a $75,78 al barile, mentre il Brent fa -0,36% a $79,43 al barile.

di: Maria Lucia PANUCCI

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