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Smart working, verso il protocollo per i privati: adesione su base volontaria e accordo individuale

Secondo una prima bozza nell’accordo si dovranno indicare la durata, l’alternanza tra i periodi in presenza e a distanza, gli strumenti di lavoro e i tempi di disconnessione. Per il ministro Orlando il protocollo arriverà entro fine mese

Adesione su base volontaria con la sottoscrizione di un accordo individuale dove deve essere indicata la durata del lavoro, l’alternanza eventuale tra i periodi in presenza e a distanza, gli strumenti messi a disposizione e i tempi di disconnessione, con l’obiettivo finale di garantire parità di diritti e di trattamento per chi lavora in smart working. Sono questi i punti cardine di una prima bozza del protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato, della quale si è discusso nel nuovo incontro tra il ministero e le parti sociali.

Nello specifico quindi l’accordo individuale tra datore di lavoro e dipendente deve indicare la durata dell’accordo, l’alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno dell’ufficio, i luoghi eventualmente esclusi per lo svolgimento della prestazione, gli strumenti di lavoro, i tempi di riposo e le modalità di controllo della prestazione. Si possono chiedere permessi, ma non sono previsti straordinari. Si dovrà, inoltre, indicare l’attività formativa eventualmente necessaria per lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile. «La giornata lavorativa svolta in modalità agile – si legge nella bozza consegnata alle parti sociali – si caratterizza per l’assenza di un preciso orario di lavoro e per l’autonomia nello svolgimento della prestazione. Si individua la fascia di disconnessione nella quale il lavoratore non eroga la prestazione lavorativa. Si possono chiedere i permessi orari previsti dai contratti collettivi e quelli previsti dalla legge 104, ma non sono previsti straordinari. In caso di malattia, ferie o infortunio il lavoratore può disattivare i propri dispositivi di connessione e, in caso di ricezione di comunicazioni aziendali, non è comunque obbligato a prenderle in carico prima della prevista ripresa dell’attività lavorativa».

Il datore di lavoro fornisce la strumentazione tecnologica e informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile e le spese di manutenzione e di sostituzione della strumentazione fornita dal datore di lavoro sono a suo carico. La prestazione effettuata in modalità di lavoro agile deve essere svolta esclusivamente in ambienti idonei.

Il lavoratore agile ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali, con lo stesso trattamento economico e normativo che viene riservato a chi sta in ufficio.

Per il ministro del lavoro Orlando il protocollo potrebbe essere firmato a fine mese.

di: Maria Lucia PANUCCI

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