
Nel mirino anche Saint-Malo e Ouistreham. L’obiettivo è chiedere una rapida concessione delle licenze di pesca post-Brexit
Continuano le tensioni tra Francia e Gran Bretagna nel post Brexit in merito alla pesca, uno dei temi che più ha dato del filo da torcere durante le trattative con l’Europa intera quando l’Inghilterra è uscita dall’Unione.
E’ cominciato, come previsto, nel porto di Calais il blocco da parte dei pescatori francesi dei traghetti che garantiscono i collegamenti marittimi con la Gran Bretagna. Dovrebbe durare un paio d’ore, fino alle 14. Secondo quanto riferito dalla Afp cinque imbarcazioni da pesca giunte dal porto di Boulogne-sur-Mer bloccano l’accesso al porto, nel quadro di una giornata di mobilitazione che vede nel mirino dei manifestanti anche altri due porti della Manica: Saint-Malo, che è stato bloccato questa mattina, e Ouistreham nel primo pomeriggio. Anche gli accessi al tunnel della Manica saranno presidiati tra le 14 e le 16 del pomeriggio.
La giornata di mobilitazione è stata definita dal Comitato pescatori “un colpo di avvertimento” e mira a chiedere a Londra la rapida concessione delle licenze di pesca.
Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europa molti pescatori francesi non hanno più accesso alle acque britanniche né a quelle delle isole Jersey e Guernsey: si tratta di 150 licenze che Londra si rifiuta di concedere, per mancanza di documenti “comprovanti l’anteriorità dell’attività di queste imbarcazioni francesi in acque inglesi“. La Francia ha alzato il tono all’inizio di questa settimana sollecitando la Commissione europea a essere più attiva nella risoluzione del conflitto. L’Europa si è già fatta sentire ed ha chiesto a Londra di risolvere la questione entro il 10 dicembre.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: EPA/Mohammed Badra
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