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Le Borse europee tentano il rimbalzo ed aprono positive

Il focus rimane sul Covid e sulla variante Omicron scoperta nei giorni scorsi e che ha già raggiunto vari Paesi. Attenzione all’inflazione di novembre tedesca

Le Borse europee tentano il rimbalzo ed aprono in positivo dopo un venerdì nero a causa delle rinnovate preoccupazioni sull’evoluzione della pandemia di Covid-19. Nei primi minuti di contrattazione l’indice Eurostoxx 50 sale dell’1,2%. A Francoforte il Dax guadagna lo 0,9%, a Parigi il Cac40 segna un +1% e a Londra l’indice Ftse100 rimane più cauto con un +0,60%.

Gli investitori di tutto il mondo stanno cercando indizi sulla reale portata della minaccia rappresentata dall’emergere di questo ceppo. Nel fine settimana l’Oms ha detto che i sintomi dell’Omicron sembrano essere lievi e Moderna ha affermato che una nuova versione rielaborata del loro vaccino potrebbe essere disponibile all’inizio del 2022 (guarda qui).

Questo sembra essere sufficiente per fare tornare gli acquisti anche sul mercato azionario statunitense, con i futures degli indici Usa in ripresa questa mattina (S&P +0,83%, Dow Jones +0,57% e Nasdaq +1,07%). Ancora in calo invece l’Asia (Nikkei -1,63%, Shanghai -0,32% e Hong Kong -1,18%).

In ripresa il petrolio con il Wti che fa +4,61% a 71,2 dollari e il Brent +3,74% a quota 75,44 dollari, mentre si allenta la pressione in acquisto sui titoli di Stato Usa, in aumento venerdì per l’avversione al rischio, con il decennale T-Bond che è tornato sopra l’1,5% all’1,521% (+0,036). L’oro guadagna lo 0,55% a 1.795 dollari l’oncia. Nel valutario invece il dollaro resta sempre forte contro l’euro: il cambio tra valuta unica e biglietto verde è a 1,128, -0,31%, segno che i mercati restano comunque nervosi, il dollaro/yen è a 113.11, -0,18% e il cross tra sterlina e dollaro tratta a 1,334, -0,01%.

Inizio di settimana piuttosto scarno di appuntamenti: da seguire i prezzi alla produzione di ottobre in Italia, l’indice di fiducia economica di novembre della zona euro e l’inflazione di novembre preliminare della Germania. 

di: Maria Lucia PANUCCI

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