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Italia, record per il settore manifatturiero a novembre

Il comparto cresce anche nell’Eurozona ma l’aumento dei contagi getta un’ombra sulle previsioni

Il settore manifatturiero in Italia è ancora in crescita. L’indice Pmi (Purchasing Managers Index), elaborato da IHS Markit, che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore, ha segnalato il diciassettesimo mese consecutivo di miglioramento dello stato di salute: il dato è salito da 61,1 di ottobre sino a raggiungere a novembre il valore record d’indagine di 62,8 punti.

Guardando invece all’Eurozona l’IHS Markit PMI del settore manifatturiero è salito a 58,4 punti da 58,3 di ottobre ed ha segnato a novembre il primo aumento dell’indice principale da giugno, posizionandosi inoltre su un valore leggermente inferiore alla precedente stima flash di 58,6. A parte la positiva inversione di marcia, gli ultimi dati hanno però segnalato la seconda espansione più lenta da febbraio.

Tutte le nazioni dell’Eurozona monitorate hanno continuato a riportare a novembre forti tassi di espansione. Dopo l’Italia spicca la Grecia che, malgrado un leggero rallentamento, ha registrato una delle sue crescite più veloci. Nelle altre nazioni la situazione tende a rallentare rispetto a quanto osservato nei mesi precedenti. «L’elevato indice PMI principale mostra quanto sono difficili al momento le condizioni operative dei manifatturieri. Malgrado la domanda sia rimasta forte, così come testimoniato dal nuovo forte miglioramento dell’afflusso di nuovi ordini, la catena di fornitura continua a peggiorare ad un tasso preoccupante. La carenza di materiale ha ridotto la crescita della produzione che ha raggiunto durante il quarto trimestre il livello più debole mai osservato in oltre un anno e mezzo – ha dichiarato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit -. Guardando avanti l’aumento dei contagi da Covid19 getta un’ombra sulla previsione a breve termine, minacciando di creare nuovi ostacoli sulla catena di fornitura e allo stesso tempo dirottando di nuovo la spesa dai servizi al consumatore ai beni al consumo. Tale scenario peggiorerà quindi il dislivello tra fornitura e domanda».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/DAVID HECKER

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