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Turchia, Erdogan fa fuori il ministro delle Finanze. Il motivo? Non appoggiava il suo pro-taglio tassi

Al posto di Elvan è stato nominato Nureddin Nebati 57 anni, già vice ministro delle Finanze. La lira crolla ancora

Continuano a cadere teste al vertice del Governo turco e l’artefice è sempre lui, il presidente Tayyip Erdogan, ancora più determinato a portare avanti la sua lotta contro i tassi. Stavolta la sua vittima è il ministro delle Finanze Lutfi Elvan, cacciato a poco più di 12 mesi dalla sua nomina. 

La sua “colpa”, se così si può definire, è di essere rimasto l’ultimo difensore di politiche economiche e monetarie ortodosse basate sulla lotta all’inflazione e sulla difesa della lira. Tutto il contrario di quanto chiede Erdogan, impegnato ormai da anni in una personale battaglia contro i governatori della Banca centrale che per tenere a bada il carovita hanno alzato i tassi d’interesse, una politica che secondo il presidente frena la crescita economica e le esportazioni. Dal 2019, già tre presidenti sono stati silurati per non aver rispettato le indicazioni di Erodgan.

Il governatore della Banca centrale, attualmente in carica, per non cadere anche lui, ha eseguito i diktat presidenziali abbassando il costo del denaro a più riprese fino al 15%, contro un’inflazione che galoppa intorno al 20% (guarda qui). Elvan non aveva nascosto la sua contrarietà verso i ripetuti tagli dei tassi che, dal mese di settembre, sono stati di ben 400 punti base. E quando il presidente Erdogan ha tenuto un discorso in Parlamento pro-taglio tassi, lui non aveva applaudito, cosa che non è passata di certo inosservata.

Stando a un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Elvan sarà sostituito da Nureddin Nebati, 57 anni, vice ministro delle Finanze dal 2018, considerato vicino all’ex ministro delle Finanze Berat Albayrak, genero di Erdogan. 

La notizia dell’ultima mossa di Erdogan ha zavorrato la lira turca che continua a scontare la follia monetaria del presidente. Nelle ultime ora la valuta è crollata fino a 13,38 sul dollaro Usa, dopo il crash pari a -28% andato in scena nel mese di novembre soltanto, e reduce da un tonfo del 47% dall’inizio dell’anno, che ha portato il rapporto con il dollaro a crollare fino a quot 14 nella sessione di martedì, valore più basso nella storia. Questo tonfo ha fatto peggio tra le 31 principali che sono monitorate da Bloomberg.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/STR

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