
Il Cnel e l’Inps gestiranno il passaggio costituendo un’anagrafe comune per verificare meglio disparità e trattamenti
Il decreto Semplificazioni ha istituito un codice unico per i contratti collettivi nazionali di lavoro, che sarà attribuito dal Cnel. Questo codice alfanumerico dovrà essere presente nelle comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro e nelle denunce inviate all’Inps.
Nel primo periodo “ponte” di due mesi sarà permesso utilizzare anche il codice Inps, per dar modo ai datori di lavoro di adeguarsi al nuovo codice alfanumerico. Le due istituzioni si preparano quindi a collaborare con una sorta di anagrafe comune dei contratti collettivi, a integrazione dell’Archivio nazionale dei contratti di lavoro pubblici e privati gestito dal Cnel.
L’introduzione di questo codice unico sarà fondamentale anche per confrontare fra di loro i vari contratti, evidenziando la “disparità di applicazione di tutele e clausole“, come ha commentato il presidente del Cnel Tiziano Treu, e permettendo anche di segnalare elementi sospetti.
Conferma la soddisfazione per questo provvedimento Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, per il quale la proliferazione dei contratti collettivi nazionali degli ultimi anni non ha fatto che frammentare il quadro normativo del lavoro in Italia, vedendo prevalere sempre più negli ultimi anni quelli non rappresentativi. Per questo, il codice unico avrà tre vantaggi principali: “semplifica l’identificazione, non avremo più alcun lavoratore senza codice, e si facilita la lotta all’evasione contributiva“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA
Potrebbe interessarti anche: