
Il PEPP cesserà a marzo 2022 e per attutire l’effetto la Bce raddoppierà il QE ordinario. riviste al rialzo le stime dell’inflazione ed il Pil
La Bce ritiene che i progressi dell’economia e la crescita dell’inflazione consentano una graduale riduzione del ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri. Ma è ancora necessario un accomodamento monetario affinché l’inflazione si stabilizzi all’obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine.
Per questo rimane tutto invariato sul fronte dei tassi. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. «A sostegno del suo obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e in linea con la sua strategia di politica monetaria, il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Ciò può anche implicare un periodo transitorio in cui l’inflazione è moderatamente al di sopra dell’obiettivo», si legge nella nota.
La Bce amplia gli acquisti regolari di obbligazioni per 6 mesi per facilitare la graduale eliminazione del suo programma di acquisto di debito di emergenza (PEPP). Il QE pandemico da 1,85 trilioni di euro si concluderà come previsto a marzo e per attutire tale arresto negli acquisti di emergenza, il cosiddetto Asset Purchase Program (APP) raddoppierà a 40 miliardi di euro al mese, a partire dal secondo trimestre. 2022 e 30 miliardi di euro nel terzo trimestre. A partire da ottobre 2022 il Consiglio direttivo manterrà gli acquisti netti di attività nell’ambito dell’APP a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali.
La Bce ha rivisto al rialzo le proprie stime sull’inflazione dell’area euro per il 2021 e il 2022. Per il 2021 l’outlook è stato alzato dal precedente aumento del 2,2% al +2,6%, mentre per il 2022 l’outlook è passato da un aumento dell’1,7% a +3,2%. E’ quanto ha annunciato la presidente Christine Lagarde nella conferenza stampa successiva all’annuncio della banca centrale europea. Revisione al rialzo dei numeri sull’inflazione anche per il 2023 (da +1,5% a +1,8%), per passare poi al +1,8% nel 2024. Lagarde ha spiegato l’elevata inflazione condizionata “in gran parte dai prezzi energetici il cui aumento rappresenta un ostacolo“.
Per quest’anno la Bce prevede un’espansione del Pil del 5,1%, più alta del +5% attesa in precedenza. Per il 2022 scende invece dal +4,6% inizialmente previsto al +4,2%. Nel 2023 le stime sono di una crescita del 2,9%, superiore al +2,1% delle precedenti proiezioni, mentre per il 2024 le previsioni sono di un incremento del Pil pari a +1,6%.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
Ti potrebbe interessare anche: