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Confcommercio, il Pil a dicembre si conferma in frenata: -0,3% su novembre

Nel confronto annuo la variazione si attesterebbe al 6,7%. Inflazione al 3,8%. Confermata la stima di una crescita del Pil nel 2021 del 6,2%

Il Pil consolida a dicembre la tendenza al rallentamento, con una riduzione dello 0,3% su novembre. Nel confronto annuo la variazione si attesterebbe al 6,7%. Confermata la stima di una crescita del Pil nel 2021 del 6,2%. Lo dice Confcommercio che prevede, a dicembre, un’inflazione al 3,8%.

A ottobre, ricorda il rapporto, la produzione industriale ha mostrato un brusco rallentamento (-0,6% congiunturale), consolidando i segnali di una minore dinamicità già emersi nei mesi precedenti. Il confronto su base annua evidenzia una variazione del 2,0%. Nello stesso mese l’occupazione ha consolidato la tendenza al recupero (0,2% su settembre), favorendo anche il ritorno di parte degli inattivi sul mercato. Permangono criticità sul versante del lavoro indipendente, che continua a segnalare un progressivo ridimensionamento. Nonostante l’emergere di molti elementi d’incertezza il sentiment degli imprenditori del commercio al dettaglio segnala a novembre un positivo recupero (1,3% su ottobre), sulla spinta delle attese favorevolmente orientate per le per le festività di fine anno.

Sul versante dei consumi la stima per novembre, condizionata nella sua dimensione dal raffronto con un periodo di forti restrizioni, consolida la tendenza alla ripresa della domanda per i servizi che però si mantiene ancora a livelli significativamente più bassi rispetto al 2019. Per alcuni segmenti dei servizi bisognerà attendere almeno fino alla fine del 2022 per tornare sui livelli pre-pandemici. 

Come paventato, il 2021 si chiude all’insegna di molteplici incertezze. La recrudescenza della pandemia e l’emergere di nuove varianti stanno portando, in molti Paesi, all’inasprimento delle misure di contenimento. Seppure la situazione mondiale, grazie all’avanzamento delle campagne vaccinali, appare meno preoccupante rispetto allo scorso anno vi è il rischio di un ridimensionamento della crescita globale – ha spiegato l’Ufficio Studi dell’Associazione. – A questo si aggiungono i timori legati ai possibili effetti della ripresa dell’inflazione. Allo stato attuale è sempre più difficile ipotizzare un rientro nel breve periodo di questa tendenza».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

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