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Sciopero Manovra, Cgil e Uil in piazza. Landini: “Aumenta la distanza tra il Palazzo della Politica e il Paese”

Cinque le manifestazioni organizzate: a Roma, Milano, Bari, Cagliari, Palermo. Indette 8 ore di sciopero per lavoratori pubblici e privati. Fisco, pensioni, scuola tra i punti critici della manovra

L’Italia si è fermata. Sono iniziate le manifestazioni Insieme per la giustizia indette da Cgil e Uil, questa volta senza Cisl: lo sciopero generale proclamato dai due sindacati è contro la Manovra del governo Draghi, considerata inadeguata. Otto le 8 di astensione indette, che riguardano lavoratori pubblici e privati e i servizi, a partire dai trasporti. E già si registrano vari disagi.

Fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alle delocalizzazioni e alla precarietà, sanità, non autosufficienza e scuola sono i punti critici della manovra, secondo Cgil e Uil. Per le due confederazioni “non ridistribuisce ricchezza, non riduce le disuguaglianze e non genera uno sviluppo equilibrato e strutturale e un’occupazione stabile“. 

«Sta aumentando la distanza tra il palazzo della politica e il Paese. Noi invece diamo voce al disagio sociale che c’è nel Paese. Abbiamo bisogno di prendere la parola e farebbe bene chi è in Parlamento ad ascoltarci – ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini dalla piazza di Roma. – Oggi è l’avvio di una mobilitazione perché pensiamo che il Paese vada cambiato, con una riforma fiscale e delle pensioni degna di questo nome e cancellando la precarietà. È l’inizio di una battaglia».

Gli fa eco il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. «Oggi ci sono cinque piazze piene. È strano dire che non rappresentiamo il Paese reale, chi è rimasto indietro. Chiediamo al governo di fare scelte diverse. Il Paese ha bisogno di risposte, che finora non sono sufficienti», ha affermato.

Cinque le manifestazioni organizzate: a Roma, Milano, Bari, Cagliari, Palermo. 

Si registra una forte adesione dei metalmeccanici. Secondo i primi dati della Fiom, dalle tute blu sarebbe arrivata una partecipazione dell’ 80%. Nello specifico è in sciopero il 70% dei lavoratori di Acciaierie Italia, in Lamborghini il 90% di operai e il 60% di impiegati, alla Berretta Brescia il 95% di operai e l’80% di impiegati, all’Ast Terni 90% e 80% nell’indotto. E ancora, prosegue la Fiom, al Nuovo Pignone Firenze l’85%, Almaviva Roma il 90%, Magneti Marelli di Napoli adesione al 95%, Dana Graziano di Torino l’85%, Electrolux di Porcia adesione al 70%, alla Vitesco Tecnologies di Pisa operai il 100% e impiegati al 60%.

Lo sciopero interessa in generale lavoratori pubblici e privati, ma con alcune esclusioni. Non si fermano la Sanità, esonerata sin dall’inizio, e la scuola, che ha già incrociato le braccia il 10 dicembre. Esclusi anche i settori delle Poste, alle prese con la scadenza del pagamento Imu, e dei servizi ambientali. Scioperano invece i trasporti, dai bus ai treni, ad eccezione di alcuni servizi e aziende a livello territoriale.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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