
Situazione preoccupante: il 72% delle aziende ha dichiarato difficoltà di approvvigionamento mentre il 26% corre il rischio di dover interrompere l’attività produttiva
Rincari dei prezzi per il 91% delle imprese meccaniche. Il 72% ha dichiarato difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, mentre il 26% corre il rischio di dover interrompere l’attività produttiva. A lanciare l’allarme è Federmeccanica che evidenzia un quadro piuttosto preoccupante per il settore.
«Materie prime, energia, chip, trasporti continuano ad essere un problema molto serio e che non vede schiarite – ha commentato Diego Andreis, vicepresidente Federmeccanica – e che sta frenando la ripresa. È una situazione critica per l’intero sistema considerando che tutte le aziende che abbiamo interpellato, senza eccezioni, segnalano, oltre ad un incremento dei costi delle materie prime, difficoltà di reperimento delle stesse che sta causando fermi produttivi nelle filiere e l’automotive nell’ultimo trimestre ne è un evidente esempio. Siamo dentro una situazione paradossale, abbiamo ordini ma non riusciamo ad evaderli secondo le richieste. Tutto questo si riflette su un incremento dei costi di produzione delle imprese che incideranno negativamente sulla loro marginalità e quindi sulla loro competitività e capacità di investimento».
Da questo punto di vista, il 2022 si prospetta ancora più difficile del 2021 dove le imprese, almeno nella prima parte dell’anno, hanno in parte potuto contare su scorte. «Non possiamo permettercelo – ha continuato. – È necessario intraprendere tutte le azioni necessarie ad ogni livello, da quello nazionale a quello europeo, per calmierare questa situazione iper-inflattiva che rischia di essere disastrosa».
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: ANSA
Ti potrebbe interessare anche: