
Le parole del presidente: “l’Islam mi impone di abbassare i tassi” fanno precipitare la lira che poi riprende fiato con il suo piano salva-risparmi
«D’ora in avanti, nessuno dei nostri cittadini avrà più bisogno di convertire i propri depositi in lira in valute estere, temendo che le fluttuazioni del tasso di cambio possano cancellare i guadagni che derivano dai pagamenti degli interessi». Così il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha annunciato un piano volto a frenare la caduta della moneta locale, una serie di misure eccezionali per tutelare i depositi in valuta locale nel tentativo di fermare la corsa alla conversione dei risparmi in dollari ed euro. In pratica, il Governo coprirà le perdite da svalutazione accusate dai depositi in lire turche se queste perdite saranno superiori ai tassi d’interesse pagati dalle banche sui depositi.
Dal mese di settembre la lira turca ha perso più della metà del suo valore nei confronti del dollaro Usa, cedendo il 57% dall’inizio dell’anno, a causa della politica monetaria estremamente espansiva che il presidente ha imposto alla banca centrale turca di adottare, nonostante l’inflazione galoppante, superiore al 21%.
E ieri è stata un’altra giornata di passione per la lira turca, passata in poche ore dal crollo al rimbalzo, entrambi a due cifre. A innescare una nuova raffica di vendite è stata a inizio giornata l’ultima sortita di Recep Tayyip Erdogan:?«Cosa succede? Stiamo abbassando i tassi d’interesse. Non aspettatevi altro da me. Da musulmano continuerò a fare quello che è richiesto dal decreto divino (Nass)». Il presidente si riferisce alla dottrina islamica che vieta l’applicazione di alti tassi di interesse e l’usura (riba) come forma di credito.
Dopo queste affermazioni la lira è precipitata del 10% ma poi ha ripreso fiato grazie al piano promosso da Erdogan: ha recuperato terreno fino a risalire intorno a quota 15 sul dollaro, annullando tutte le perdite di giornata.
di: Maria Lucia PANUCCI
FOTO: EPA/STR
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