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Caro-energia, in default 40 società

Nord Stream 2 non invia gas in Ue per il terzo giorno. Draghi ha avvertito che l’Ue non può permettersi una guerra con la Russia in pieno inverno

Falliscono 40 società a causa dei rincari dei prezzi energetici. E questo nonostante i costi del gas in Europa stanno ritracciando oggi (-11%), rimanendo comunque a livelli 10 volte maggiori rispetto solo ad un anno fa (153 euro per kilowattora ad Amsterdam conto i 15 euro circa di dicembre 2020).

Si tratta in particolare di fornitori di gas a prezzo fisso che non sono riusciti a trasferire i rincari agli utenti perché le autorità nazionali prevedono spesso limiti agli importi che le società possono addebitare. 

Secondo un report di Bloomberg i default hanno colpito Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Repubblica Ceca, Belgio, Finlandia e Singapore. Un fatto che sta riducendo la scelta di interlocutori da parte dei clienti.

Nel Regno Unito 24 fornitori sono falliti da agosto, mentre chi è sopravvissuto viaggia in gran parte in perdita nella speranza che il regolatore, Ofgem, alzi il tetto massimo dei prezzi il prossimo aprile. La maggiore vittima della Gran Bretagna, Bulb Energy, è stata nazionalizzata dall’amministrazione Johnson, con un costo di circa 1,7 miliardi di sterline, un importo che verrà recuperato attraverso bollette più salate.

Ieri il premier Draghi ha avvertito che l’Ue non può permettersi una guerra in pieno inverno con la Russia che ha ammassato le truppe ai confini con l’Ucraina in vista di una possibile invasione. Ma oggi l’agenzia di Stato Tass, citando l’operatore di trasporto Gascade, scrive che è ormai il terzo giorno consecutivo che le forniture di gas attraverso il gasdotto Yamal-Europe fluiscono in senso contrario, ovvero dalla Germania alla Polonia e non dalla Russia alla Germania.  Non è chiaro se questo avvenga perché Berlino ha chiuso il gasdotto Nord Stream 2 che la collega alla Russia a causa dell’Ucraina o perché sia Gazprom a cercare di mettere sotto scacco ancora una volta l’Ue bloccando gli invii di gas naturale. Intanto l’Ue nel terzo trimestre ha dovuto ricorrere al carbone per produrre energia elettrica a causa del tira e molla di Mosca sulla questione geopolitica (guarda qui).

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/GUIDO MONTANI

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