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E-commerce, food & beverage e igiene, ecco cosa traina i consumi

Nonostante un calo complessivo del 25% rispetto al 2019, alcuni comparti economici stanno velocemente recuperando terreno

I consumi tornano lentamente a crescere, anche se principalmente nel comparto online. È questa l’analisi dell’Osservatorio Confimprese-EY che, nonostante ci si attesti a livelli ancora lontani da quelli pre-pandemici (il calo rispetto al 2019 è del 25%), ha individuato alcuni trend di crescita decisivi: i settori in auge sono abbigliamento e food and beverage, con una generalizzata spinta verso sostenibilità ambientale e benessere della persona.

Nel 2021 si è registrato, complessivamente, un aumento del 14% dei consumi rispetto al 2021. Decisivo in tal senso è stato il quarto trimestre, che ha visto gli italiani tornare ad acquistare abbigliamento e accessori, settore che comunque si attesta a un -27/28% rispetto al 2019. Bene anche tutto il comparto di alimentari, bevande e ristorazione che a novembre è esploso del 180% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 14% rispetto all’intero anno precedente.

Un dato interessante riguarda le nuove abitudini di acquisto portate dal Covid e ormai normalizzate: il 70% del campione intervistato dall’Osservatorio ha apprezzato le profilassi del distanziamento e degli acquisti tramite e-commerce e il 62% manterrà questi comportamenti anche al termine dell’emergenza sanitaria. Nel 33% dei casi i consumatori hanno abbandonato le compere nei negozi fisici in favore di quelle online.

A ulteriore conferma di ciò, nell’ambito del food and beverage vanno ancora forte il delivery e il takeaway – in questo, secondo l’Osservatorio, incide anche il perpetrarsi del lavoro in smart working -, così come i prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale.

Come ha spiegato il Consumer Products and Retail Sector leader di EY in Italia Stefano Vittucci “vi è un approccio molto più consapevole rispetto al passato“, e questa cautela si riversa contemporaneamente in due direzioni: da un lato la paura della pandemia, dall’altro le preoccupazioni per l’inflazione crescente e per la propria condizione finanziaria. Due spinte che incentivano ad acquisti più ragionati e consapevoli, tendenzialmente indirizzati al “prodotto locale, healthy, sostenibile ed etico.”

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA

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