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Patto di stabilità: Italia e Francia lanciano un nuovo modello per spingere la ripresa

Draghi-Macron: “dobbiamo abbassare i livelli del debito, ma non attraverso tagli alla spesa insostenibili o tasse più alte. Sì a riforme strutturali”

Italia e Francia sempre più unite. Un editoriale a doppia firma Draghi-Macron è appena stato pubblicato sul sito del Financial Times dal titolo Le regole di bilancio dell’Ue devono essere riformate se vogliamo garantire la ripresa.

«Dobbiamo abbassare i livelli del debito, ma non attraverso tagli alla spesa insostenibili o tasse più alte. Serve più spazio di manovra per fare gli investimenti necessari a sostenere la crescita e garantire il welfare delle nuove generazioni e le regole del Patto di stabilità non devono impedirci di farlo», si legge nel testo.

I due premier hanno infatti redatto un documento a quattro mani per chiedere la riforma del Patto di stabilità europeo. L’obiettivo di entrambi è superare i vincoli contenuti nell’accordo internazionale per sostenere la ripresa economica. «L’Unione Europea è stata spesso accusata di fare troppo poco e agire troppo tardi nell’affrontare le crisi. La risposta collettiva alla recessione causata dal Covid-19 non è stata né troppo poco, né è arrivata troppo tardi. Ha dimostrato, piuttosto, l’importanza di un’azione tempestiva e coraggiosa. E ha confermato i benefici del coordinamento nelle politiche tra Paesi e istituzioni», si legge ancora nell’editoriale.

Per combattere la crisi, i Governi europei hanno erogato quasi 1.800 miliardi di euro in aiuti per famiglie e imprese e la Bce ha avviato un programma di stimolo monetario mentre la Commissione europea ha sospeso le sue regole di bilancio lanciando, insieme ai governi, il programma Next Generation EU da 750 miliardi di euro, ormai noto. Questo a dimostrazione che l’Europa ha reagito attivamente alla crisi. «La ripresa è ben avviata. L’economia dell’Ue non è ancora tornata alla traiettoria che aveva prima della pandemia, ma è sulla buona strada per tornare ai livelli pre-crisi nei prossimi mesi. Anche le finanze pubbliche sono in via di risanamento: il rapporto debito–Pil nei Paesi dell’UE si è stabilizzato ed è destinato a scendere nel 2022», aggiungono.

Ma altre sfide attendo l’Ue e riguardano la crisi climatica, le tensioni geopolitiche, l’accelerazione tecnologica e le disuguaglianze. «Su tutte queste tematiche, l’Ue deve agire con rapidità e coraggio. In Italia e in Francia, abbiamo già realizzato riforme ambiziose per proteggere i nostri cittadini e aiutarli a realizzare il loro potenziale, e abbiamo già ottenuto risultati tangibili. Ora dobbiamo andare oltre. Dobbiamo accelerare il programma di riforme e completare questa trasformazione con investimenti su larga scala nella ricerca, nelle infrastrutture, nella digitalizzazione e nella difesa», si legge ancora.

Per questo è urgente avere, ora più che mai, una strategia condivisa di crescita dell’Ue per il prossimo decennio. «Avremo bisogno di un quadro di politica di bilancio credibile, trasparente e in grado di contribuire alla nostra ambizione collettiva di avere un’Europa più forte, più sostenibile e più giusta. Non c’è dubbio che dobbiamo ridurre i nostri livelli di indebitamento. Ma non possiamo aspettarci di farlo attraverso tasse più alte o tagli alla spesa sociale insostenibili, né possiamo soffocare la crescita attraverso aggiustamenti di bilancio impraticabili. La strategia deve, semmai, essere quella di mantenere sotto controllo la spesa pubblica grazie a riforme strutturali – sottolineano i due leader. – Abbiamo bisogno di più spazio di manovra e di margine di spesa sufficiente per prepararci al futuro e per garantire la nostra piena sovranità. Il debito per finanziare tali investimenti, che certamente gioveranno alle generazioni future e alla crescita di lungo termine, dovrà essere favorito dalle regole di bilancio, dato che questo tipo di spesa pubblica contribuisce alla sostenibilità del debito»

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: EPA/ROBERTO MONALDO / POOL

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