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Covid, da oggi mezza Italia in giallo. La Liguria verso l’arancione

Il Governo si prepara a varare nuove strette visto l’aumento dei contagi. In calendario un Cdm mercoledì

Da oggi mezza Italia è in giallo, segno evidente che, a causa della variante Omicron, i contagi stanno pericolosamente risalendo anche da noi. Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia si aggiungono a Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Veneto e le province autonome di Bolzano e Trento. In 24 ore sono stati registrati 61.046 casi con 133 i morti. Il tasso di positività è balzato al 21,9%, rispetto al 13% di sabato. In un solo giorno le percentuali dei posti letto occupati nei reparti in area non critica o in terapia intensiva, a seconda dei casi, sono salite in 8 Regioni: in Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Sicilia, Toscana, Umbria e Liguria. Quest’ultima potrebbe presto passare in zona arancione, con il 22% (+1) dei posti occupati per Covid in rianimazione – oltre la soglia limite del 20 – e il 28% (+1) nei reparti ordinari, a soli due punti percentuali dalla soglia limite del 30.

E vista l’impennata dei contagi il Governo si prepara a varare nuove strette in un Consiglio dei ministri che si terrà mercoledì. Anche se non c’è ancora un calendario definito sulle misure in cantiere sul tavolo approderà la discussione sull’estensione del super Green pass nel mondo del lavoro. L’unica misura su cui potrebbe esserci un accordo certo già da subito è l’estensione agli impiegati della Pubblica amministrazione. Nella categoria del lavoro privato, invece, ci sarebbero alcune complessità da superare e per questo sarà necessario consultare sindacati e imprese poiché il Governo intende giungere a scelte il più condivise possibile. Non è dunque detto che la soluzione arrivi entro il 5 gennaio.

Esponenti del Pd vanno oltre e puntano, cercando l’appoggio di Forza Italia e M5s, ad incassare da subito la misura dell’obbligo vaccinale dai 18 anni in su per tutti. Sarebbe una stretta definitiva ai No Vax che trova d’accordo lo stesso coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, secondo il quale le condizioni sono mature per questo tipo di provvedimento.

Resta da affrontare ancora la questione del ritorno a scuola. Anche se non è previsto alcun posticipo della data del ritorno in classe (gli istituti riapriranno tra il 7 e il 10 gennaio), l’Esecutivo valuta alcune modifiche proposte dalle Regioni, come la Dad di 10 giorni anche alle elementari e in prima media nel caso di due contagi in una stessa classe solo per i bambini non vaccinati, mentre quelli immunizzati resterebbero in presenza. Questa ipotesi ha sollevato qualche malumore nella maggioranza, in particolare dalla Lega e dal M5s, ma il Governo chiarisce che farà di tutto per evitare la chiusura delle scuole.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA

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