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Gas, possibile via libera a Nord Stream 2 a metà del 2022

Il gasdotto, guidato dalla russa Gazprom, è stato completato da settembre ed è in attesa della certificazione finale da parte della Federal Networks Agency  tedesca

Via libera a Nord Stream 2, il controverso gasdotto che collega la Germania con la Russia attraverso il Mar Baltico. L’ok definitivo potrebbe arrivare a metà del 2022. Ad annunciarlo è stato Klaus-Dieter Maubach, CEO di Uniper, uno dei finanziatori del progetto, al Rheinische Post.

Il gasdotto, guidato dalla russa Gazprom, è stato completato da settembre ed è in attesa della certificazione finale da parte dell’agenzia tedesca preposta, la Federal Networks Agency.

Uniper è tra le cinque aziende energetiche europee – le altre sono Wintershall Dea, Shell, OMV e Engie – che hanno pagato la metà degli 11 miliardi di dollari del costo del Nord Stream 2.

Nord Stream 2 è il più grande gasdotto al mondo, costruito parallelamente a un altro gasdotto, Nord Stream 1, è lungo 1230 chilometri, collega direttamente la Russia con la Germania e di conseguenza col resto dell’Unione Europea. E’ stato completato lo scorso settembre con l’ultima parte allacciata sul fondo del Mar Baltico. Si inabissa in Russia nei pressi di Vyborg, non lontano dal confine con la Finlandia, e passa a largo delle coste finlandesi per poi sfiorare quelle di Estonia, Lettonia, Svezia, Lituania e Polonia. Infine torna sulla terra ferma in Germania, vicino alla cittadina di Greifswald. Da qui poi si allaccia alla rete di distribuzione dell’Unione Europea. 

Dietro alla sua realizzazione ci sono questioni geo-politiche. Molti esperti ritengono che la Russia usi le esportazioni di gas naturale come un’arma politica, per espandere la propria influenza e indebolire il blocco politico europeo. Prima della costruzione dei due gasdotti Nord Stream il gas russo passava via terra, attraverso i territori di Ucraina e Bielorussia. Ora invece, con il completamento di Nord Stream 2, il gas potrà di fatto bypassare i Paesi dell’Europa orientale dando al Cremlino la possibilità di applicare pressioni politiche specifiche interrompendo le forniture di gas ai singoli Paesi dell’est, mantenendo però il conveniente flusso di esportazioni verso l’Europa occidentale.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/Trans Adriatic Pipeline

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