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Quirinale, il 24 gennaio convocato il Parlamento per l’elezione del nuovo presidente

La convocazione in seduta comune è prevista per le 15 con la partecipazione dei delegati regionali. Chiamati per l’ultima volta oltre 1000 grandi elettori

Il presidente della Camera Roberto Fico ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle ore 15, per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. L’avviso di convocazione, rende noto l’ufficio stampa della Camera, verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi.

«Nelle prossime due settimane, all’attività ordinaria della Camera si affiancherà quella di preparazione al voto. Siamo al lavoro insieme al collegio dei questori per definire l’organizzazione e le misure per garantire la piena operatività e sicurezza del voto – ha scritto Fico su Facebook. – Come da prassi, questa mattina ho inviato la comunicazione ai presidenti dei Consigli regionali, che dovranno scegliere i propri delegati, e al presidente Mattarella». 

Manca ormai poco alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella il prossimo 3 febbraio ed è già toto nomi, con molte donne che chiedono che per la prima volta a rappresentare l’unità nazionale sia una figura femminile (leggi qui l’approfondimento su Mercurionews).

Una cosa al momento è certa. Quando il 24 gennaio il Parlamento si riunirà in seduta comune sarà l’ultima volta nella storia repubblicana in cui a eleggere il presidente della Repubblica saranno chiamati oltre 1.000 grandi elettori. La riforma del taglio dei parlamentari, infatti, ha ridotto a 600 il numero di deputati e senatori e sarà dunque quello lo zoccolo duro dei convocati per la scelta dell’inquilino del Quirinale.

A questi andranno aggiunti i delegati regionali che attualmente sono 58 (tre per ogni Regione, uno solo per la Valle d’Aosta). Per ovviare alla sproporzione tra parlamentari e delegati regionali (questi ultimi con la nuova formulazione della Costituzione sarebbero circa un decimo della platea) si è già avviato in Parlamento l’iter di riforma dell’articolo 83 della Costituzione, uno dei cosiddetti correttivi alla riforma del taglio dei parlamentari, che ridurrebbe da tre a due i delegati per ogni regione. Si tratta del disegno di legge a firma Federico Fornaro, sostenuto anche da Pd e M5s, che, pur presentato, ha solo iniziato l’iter in commissione alla Camera, poi è stato messo in stand by su richiesta del centrodestra, che ha proposto di riprenderne l’esame solo dopo l’avvenuta elezione del nuovo Capo dello Stato.     

Se la riforma venisse approvata i grandi elettori scenderebbero dunque da 1.008 a 639, se invece non venisse approvata sarebbero 658. 

Numeri a parte, rimane l’incognita legata alle tempistiche. Quanto ci vorrà per eleggere il futuro presidente della Repubblica? Non si sa e ad insegnarcelo è la stessa storia, visto che ogni votazione è stata un capitolo a sé (guarda qui l’articolo su Mercurionews).

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA CAMERA DEPUTATI

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