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Partenza positiva per Piazza Affari e le Borse europee. Sullo sfondo rimane Omicron

C’è grande attesa per l’inflazione Ue ed i dati del lavoro Usa

Aprono sopra la parità le Borse europee sulla scia del rialzo stamani dei future di Wall Street (Nasdaq +0,11%, Dow Jones +0,22% e S&P +0,21%) in attesa dei dati sul mercato del lavoro di oggi pomeriggio. Nei primi minuti di contrattazione Piazza Affari apre positiva (+0,4%, volatile) dopo lo scivolone di ieri (-1,8%). Fra i migliori titoli a Milano StM (+3%), accanto a Carige (+3,6%), bene anche Banco Bpm (+1,45%) e Banca Mediolanum (+1,24%). Sul fronte opposto, vendite su Campari (-0,9%), Interpump (-0,7%) e Moncler (-0,3%).

Sullo sfondo rimane la preoccupazione per la diffusione della variante Omicron che nel giro di poche settimane durante le festività natalizie ha creato un boom di casi in tutto il mondo. Ma a quanto emerge dalle parole di James Bullard, presidente della Fed di St. Loius, sembra che la banca centrale non abbia cambiato idea: ieri in serata ha detto che può essere in grado di alzare i tassi a marzo. Parole che hanno pesato sulla chiusura di Wall Street tutta in rosso (Nasdaq +0,13%, Dow Jones -0,47% e S&P -0,10%). In Asia intanto il Nikkei chiude in leggero ribasso a -0,03%, positivi invece Shanghai (+0,05%) e Hong Kong (+1,63%).

Nel valutario, l’euro/dollaro è a 1,13 (+0,06%), il dollaro/yen scambia a 115,92 (+0,09%) e il cross tra sterlina e dollaro tratta a 1,354 (+0,1%). Il Bitcoin scivola a 41.478 dollari (-4,04%). Tra le commodities le tensioni e le rivolte in Kazakistan e i problemi nella produzione in Libia a causa di conflitti fra le milizie spingono il prezzo del petrolio a quota 80 dollari al barile. Il Wti del Texas passa di mano a 80,09 dollari (+0,79%) dopo il guadagno di oltre il 6% messo a segno nelle ultime quattro sedute mentre il Brent scambia a 82,6 (+0,8%). Non basta a raffreddare il mercato l’aumento della produzione deciso dall’Opec (leggi qui).

Su fronte macro dall’Eurozona si attendono l’inflazione di dicembre preliminare, l’indice di fiducia finale di dicembre e le vendite al dettaglio di novembre. Negli Usa sotto i riflettori sono tutti sul mercato del lavoro: saranno comunicati le paghe del settore non agricolo, il tasso di disoccupazione e la retribuzione media oraria tutti di dicembre.

di: Maria Lucia PANUCCI

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