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Ue, è morto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: una vita tra giornalismo e politica

Aveva 65 anni. Era ricoverato dal 26 dicembre in seguito a una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni

Una vita tra carriera giornalistica e carriera politica, sempre sotto i riflettori per un motivo o per l’altro. E’ morto nella notte il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Aveva 65 anni.

Soltanto ieri era stata diffusa la notizia del suo ricovero in Italia per il sopraggiungere di una grave complicanza dovuta ad una disfunzione del sistema immunitario. Si trovava in ospedale dal 26 dicembre: ha lottato per sopravvivere ma poi non ce l’ha fatto. Si è spento all’1.15 presso il CRO di Aviano (PN) dove era ricoverato. A dare l’annuncio su Twitter è stato il suo portavoce Roberto Cuillo.

Sassoli aveva già dovuto annullare tutti gli impegni istituzionali da settembre a inizio novembre scorsii a causa di una polmonite, dovuta al batterio della legionella, come lui stesso aveva reso noto in un video. Il presidente del Parlamento europeo era stato ricoverato per diversi giorni in un ospedale di Strasburgo, fino a quando i medici non gli avevano consentito il rientro in Italia per continuare a curare la polmonite. A novembre poi c’era stata una ricaduta. Il mese scorso Sassoli aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato alla guida dell’Europarlamento.

Tra i tanti esponenti politici anche Mario Draghi ha espresso il suo cordoglio per la morte di David Sassoli. «Uomo delle istituzioni, profondo europeista, giornalista appassionato, Sassoli è stato simbolo di equilibrio, umanità, generosità. Queste doti gli sono state sempre riconosciute da tutti i colleghi, di ogni collocazione politica e di ogni Paese Ue – scrive il premier. – Alla moglie, Alessandra Vittorini, ai figli, Livia e Giulio, le condoglianze del governo e mie personali».

Giovedì sarà allestita in Campidoglio, a Roma, la camera ardente dalle ore 10 alle 18, mentre i funerali sono organizzati per il giorno dopo, venerdì 14 gennaio,  alle ore 12 nella chiesa Santa Maria degli Angeli in piazza della Repubblica.

Quella di David Maria Sassoli è stata una vita divisa fra il giornalismo e la politica, a cavallo fra Firenze, Roma e Bruxelles. Nato nel capoluogo toscano il 30 maggio 1956, ha frequentato da giovane l’Agesci, Associazione guide e scout cattolici italiani. Il padre era un parrocchiano di don Milani e lui ha cominciato fin da giovane a lavorare per piccoli giornali e in agenzie di stampa prima di passare a Il Giorno e poi fare il grande salto in Rai. Sposato e padre di due figli, era diventato un volto noto alle famiglie italiane soprattutto per la sua conduzione del Tg1, di cui è stato anche vicedirettore durante l’era di Gianni Riotta. Una carriera che si chiuse nel 2009, quando Sassoli decise di dedicarsi alla politica.

Candidato come capolista del neonato Partito democratico nella circoscrizione Italia centrale, Sassoli venne eletto la prima volta con oltre 400 mila preferenze e, forte di questo successo, divenne subito il capo della delegazione del Pd al Parlamento europeo. Nel 2013 il tentativo di rientrare in Italia come sindaco di Roma si incaglia nelle primarie del Pd. Candidato in quota franceschiniana, Sassoli si piazza secondo, battendo il futuro presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ma ottenendo la metà dei voti di Ignazio Marino.

Dopo un decennio passato fra i banchi di Bruxelles e Strasburgo, Sassoli, giunto alla sua terza legislatura, era uno degli eurodeputati più esperti. Nel 2014-2019 ricoprì la carica di vicepresidente per l’intero mandato, occupandosi soprattutto di trasporti (il cosiddetto terzo pacchetto ferroviario), politica euro-mediterranea e bilancio. Il 3 luglio del 2019 David Sassoli, all’inizio del suo terzo mandato, venne eletto Presidente dell’assemblea. Nel suo discorso di apertura iniziale, Sassoli rabadì l’importanza di agire per contrastare il cambiamento climatico, la necessità di una politica più vicina a ai cittadini e ai loro bisogni, soprattutto ai giovani, e l’urgenza di rafforzare la democrazia parlamentare e di promuovere i valori europei. Durante la situazione eccezionale e senza precedenti causata dalla pandemia di Covid-19, Sassoli si è impegnato affinché il Parlamento europeo rimanesse aperto e continuasse ad essere operativo, introducendo già nel marzo 2020 dibattiti e votazioni a distanza, primo parlamento al mondo a farlo. 

Il suo incarico sarebbe scaduto a giorni: la prossima settimana si terrà la riunione plenaria dell’Europarlamento che si riunirà a Strasburgo per eleggere il suo successore.

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: ANSA/Jean-Francois Badias

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