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Industria, cresce la produzione: a novembre +1,9% m/m, +6,3% a/a

Il livello dell’indice supera del 3,1% il valore di febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria. Codacons: “attenzione al caro prezzi e alle bollette”

Cresce la produzione industriale in Italia. Secondo i dati diffusi dall’Istat a novembre l’indice destagionalizzato ha mostrato un aumento congiunturale dell’1,9% dopo il calo di ottobre, mentre su base annua l’indice complessivo è aumentato del 6,3%. Il livello dell’indice supera del 3,1% il valore di febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria.

Incrementi tendenziali rilevanti caratterizzano l’energia (+12,4%) e i beni di consumo (+9,4%); più contenuta è la crescita per i beni intermedi (+4,3%) e i beni strumentali (+3,8%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+25,1%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+13,3%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,6%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-11%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,3%) e nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-1,8%).

L’indice destagionalizzato mensile ha registrato aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie, con variazioni positive per l’energia (+4,6%), i beni strumentali (+2,0%), i beni di consumo (+1,7%) e i beni intermedi (+0,8%).

Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.

«Dopo un ottobre deludente, a novembre la produzione industriale torna a registrare numeri positivi sia su base congiunturale che tendenziale – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. – L’industria italiana, tuttavia, dovrà fare i conti con il caro-prezzi e l’emergenza bollette che hanno caratterizzato gli ultimi mesi del 2021, e coi rincari di tariffe e listini scattati nel 2022, fattori che rischiano di avere ripercussioni non solo sui consumi delle famiglie ma anche sulla salute della nostra industria, rallentando la ripresa economica del Paese».

di: Maria Lucia PANUCCI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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