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Prorogato il bonus prima casa under 36: come funziona?

Il Governo ha finanziato la misura fino al 31 dicembre 2022 con lo stanziamento di altri 242 milioni di euro

Il decreto Sostegni bis aveva rinnovato il bonus prima casa under 36 fino al 30 giugno 2022 ma, con la legge di Bilancio, questo termine è slittato al 31 dicembre 2022: per questo scopo il Governo ha stanziato in Manovra altri 242 milioni di euro. Ci sarà quindi un altro anno di tempo per usufruire delle agevolazioni creditizie dedicati ai giovani under 36 che vogliano acquistare la prima casa.

Questa garanzia è stata particolarmente apprezzata nel 2021: come abbiamo visto anche qui, a dicembre 2021 le richieste di mutuo per l’acquisto della prima abitazione erano in crescita del 56%. Attraverso questo provvedimento infatti lo Stato si impegna a coprire fino all’80% di un mutuo agevolato (fino a 250mila euro) per la prima casa, in qualità di unico garante.

Oltre a fornire la propria garanzia, lo Stato ha previsto anche l’esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecarie e catastali. In caso di acquisizioni soggette a Iva, è possibile ottenere anche un credito d’imposta pari all’Iva da corrispondere al venditore.

Questo credito può essere sfruttato a compensazione di imposte dovute su atti e denunce inerenti la casa e posteriori alla sua acquisizione, in diminuzione dell’Irpef o tramite modello F24 (indicando il codice tributo “6928”). Inoltre, il bonus comprende anche l’esenzione dall’imposta sostitutiva per il finanziamento erogato e dall’imposta di bollo.

Hanno diritto a richiedere il bonus prima casa i giovani under 36 (non ancora compiuti nell’anno in cui avviene la compravendita) e aventi un indicatore Isee massimo di 40mila euro annui. La misura è applicabile agli atti stipulati fra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022.

L’Isee, come sappiamo, si riferisce alla situazione patrimoniale dell’anno fiscale precedente (dunque per gli atti stipulati nel 2022, ad esempio, ci si riferisce all’Isee del 2020). In alcuni casi però è possibile fare riferimento all’Isee corrente, in particolare quando la propria condizione patrimoniale ha subito un peggioramento a causa di perdita del lavoro, interruzione di trattamenti previdenziali, diminuzione complessiva del reddito familiare (più del 25%) e diminuzione della situazione patrimoniale (più del 20%).

Vi sono poi altri requisiti per ricevere il bonus: è obbligatorio stabilire (o avere già) la propria residenza nel Comune dello stabile acquistato entro 18 mesi dall’atto, posto che al momento della compravendita non si abbia in possesso, uso, usufrutto o abitazione un’altra casa nel territorio dello stesso Comune.

Bisogna altresì dichiarare di non essere in possesso di un’altra abitazione acquistata con le stesse agevolazioni del bonus prima casa (né può esserlo il proprio coniuge). Esistono tuttavia dei casi eccezionali, che abbiamo visto qui, nei quali è possibile richiedere due volte il bonus prima casa.

Quali tipo di abitazioni sono ricomprese nel bonus? Rientrano fra gli immobili acquistabili quelli all’asta e le categorie catastali non di lusso (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11). Sono comprese anche pertinenze esterne, quali ad esempio i box.

di: Marianna MANCINI

FOTO: SHUTTERSTOCK

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