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Secondhand Mobile, la consapevolezza green dell’usato

Il modello di business che tutela il portafogli e l’ambiente

Smartphone all’ultimo grido o salvaguardia dell’ambiente? Entrambe! Lo sa bene Secondhand Mobile, che dagli anni Novanta opera nel mondo dell’economia circolare e della compravendita dell’usato nei settori della telefonia e dell’elettronica. Ce ne parla Luca Matteoni, CEO dell’azienda.

Secondhand Mobile è una pioniera di questo modello di business, che cerca di trasferire ai suoi rivenditori. L’azienda, infatti, entra nel mercato nel 1989 e si specializza nella vendita nei dispositivi di elettronica di consumo, soprattutto cellulari, grazie anche alla partnership con Telecom Italia e SIP.

Arriva, poi, un’intuizione provvidenziale: unire la telefonia alla rigenerazione dell’usato. Una sfida non da poco – considerando anche il periodo storico – che la realtà ligure ha saputo cogliere al volo, coniugando competenze tecniche e commerciali che permettono di essere sempre a fianco del cliente.

Oggi l’azienda ha 150 punti vendita affiliati che operano nell’economia circolare, un mercato virtuoso che incentiva la riconversione delle attività produttive verso la sostenibilità, fondamentale nel mondo di oggi.

Alla base della filosofia di Secondhand Mobile c’è l’artigianalità, che permette di offrire prodotti semi-lavorati – dagli smartphone fino ai tablet e ai notebook ricondizionati – come antidoto ai colossi della grande distribuzione. Un porto sicuro anche per tutti quei rivenditori che vogliono sposare un modello ecologico e, contemporaneamente, rilanciare l’economia e rimanere competitivi nel mercato.

La politica dell’impresa è quella della compravendita, che permette di cedere il proprio usato sull’acquisto di altro usato più recente. Convenienza assicurata, alla quale prossimamente si aggiungerà il modello ibrido: la vendita online con il ritiro in negozio. Un vantaggio anche per la clientela, che ha la possibilità di optare per un’alternativa affidabile, economica e “green” e di “toccare con mano” ciò che ha acquistato.

Ancora una volta, arriva la conferma di come sia possibile nel terzo millennio costruire un rapporto di fiducia tra cliente e venditore, grazie all’attenzione costante alle esigenze dei consumatori, sempre con uno sguardo privilegiato rivolto all’ambiente.

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