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Csm, il Consiglio di Stato decapita i vertici della Cassazione eletti

Il giudice Angelo Spirito aveva fatto ricorso dichiarando le elezioni illegittime

Giro di vite ai vertici della Cassazione: il Consiglio di Stato, con due distinte sentenze, ha annullato le elezioni svolte dal Casm nel 2020 e ha privato della nomina il presidente Pietro Curzio e la sua vice Margherita Cassano.

A fare ricorso contro quelle che definiva elezioni illegittime era stato il giudice Angelo Spirito, che criticava la “sopravvalutazione delle esperienze professionali di Curzio” e la “prevalenza dei meriti” riconosciuti a Cassano.

Nello specifico, nel ricorso contro la nomina di Cassano, è stato contestato il “peso riferito alla sua esperienza di componente del Csm, a fronte della netta esperienza quantitativo-temporale” svolta invece da Spirito, che ha grado di presidente di sezione da 20 anni, mentre Cassano si ferma a 13; inoltre, sempre Spirito è stato componente delle Sezioni Unite per 8 anni contro i cinque della donna.

Tutto il ricorso è basato sul fatto che si sarebbe dato troppo valore al fatto che Cassano è stata Presidente della Corte di Appello di Firenze senza considerare che Spirito aveva una ben più lunga e specifica esperienza di alto magistrato “dirigente” in Cassazione.

di: Micaela FERRARO

FOTO: PIXABAY

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