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Ucraina, 27 giorni di guerra. Riaprono i corridoi umanitari

Il 24 marzo si terrà il summit tra Unione Europea e Alleati Nato. Metsola: “la Ue sia vera Unione di sicurezza e difesa”

Suonano gli allarmi antiaerei in quasi tutte le Regioni dell’Ucraina, sotto attacco da ormai 27 giorni: Sumy, Mykolaiv, Ternopil, Poltava, Kirovohrad, Kharkiv, Zaporizhzhia, Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zakarpattya, Chernivtsi, Dnipropetrovsk, Rivne, Volinia, Cherkasy, Khmelnytsky e Odessa si sono svegliate con le sirene che mettevano in allarme i civili.

Nella Mariupol devastata dalle bombe verranno aperti tre corridoi per evacuare i cittadini.

Il Governo centrale ha ripreso il controllo di Makariv, insediamento urbano nell’oblast di Kiev, a 60 chilometri dalla Capitale: la bandiera è stata issata e le forze russe sono state respinte, come annunciato dallo Stato maggiore delle forze armate e riportato dal Kyiv Independent.

Il sindaco di Chernihiv stima che più della metà della popolazione sia fuggita dalla città dall’inizio della guerra. 

Volodymyr Zelensky è tornato a insistere per un  colloquio diretto con Vladimir Putin, “in qualsiasi formato” sia  necessario. Il presidente ucraino ha  sottolineato che “senza questo incontro è impossibile capire  pienamente quello che sono pronti a fare per fermare la guerra”.  In un video registrato nella notte, Zelensky ha raccontato la storia di Boris Romanchenko, sopravvissuto ai campi nazisti di Buchenwals, Mittelbau-Dora, Bergen-Belsen e ucciso ieri in un raid delle forze russo di Kharkiv, e ha spiegato che i militari ucraini sono riusciti ad abbattere alcuni jet delle forze russe. Ai piloti russi ha detto: “le vostre teste sono vuote” e “hanno il vuoto anche nel cuore e nell’anima”.

Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ha dichiarato: «con la guerra che imperversa nel nostro continente è necessario che l’Europa si proietti verso una vera Unione di sicurezza e di difesa. Abbiamo urgente bisogno di incrementare i nostri investimenti nel settore della difesa e questo include anche un uso intelligente del nostro bilancio europeo. Ma parlare di sicurezza europea significa andare oltre la difesa, questioni come la sicurezza energetica, la sicurezza alimentare e la disinformazione vanno inserite nello stesso contesto».

La paura delle armi chimiche e biologiche che potrebbero essere usate nel conflitto tra Russia e Ucraina rende ancora più profonda la frattura tra Vladimir Putin e Joe Biden: le accuse russe che Kiev abbia tali armamenti “sono false” e un “chiaro segnale” che Vladimir Putin “starebbe valutando di usarli entrambi” nella guerra, ha affermato il presidente americano, sottolineando che il suo omologo sarebbe “con le spalle al muro” e starebbe “preparando nuove operazioni sotto falsa bandiera”. Mosca ha replicato a Biden: “non abbiamo armi chimiche, sono solo insinuazioni”.

Biden ha confermato che la Russia ha utilizzato missili ipersonici durante i bombardamenti: «con le stesse testate impiegate sugli altri missili non fanno molta differenza, tranne che per il fatto che è quasi impossibile intercettarli», ha concluso. Dal suo canto, Mosca ha ribattuto agli Usa: “per mantenere le relazioni smettete di fornire armi a Kiev“.

Da oggi e fino a marzo 2023 i medici ucraini potranno esercitare in Italia: lo prevede il decreto ‘Misure urgenti’ per l’Ucraina pubblicato nella Gazzetta del 21/3.

Per quanto riguarda le reazioni internazionali, da Biden arrivano critiche all’India per la “risposta traballante” di fronte all’invasione russa dell’Ucraina. E anche il premier australiano Scott Morrison, incontrando il suo omologo indiano Narendra Modi, ha esortato New Delhi a prendere una posizione più ferma verso Mosca.

Il 24 marzo si terrà un summit tra Ue e Nato e il presidente Zelensky ha annunciato in un video caricato su Telegram che “l’Ucraina si farà sentire”: «ho parlato con il primo ministro dei Paesi Bassi Rutte e il presidente francese Emanuel Macron. Stiamo coordinando le nostre posizioni alla vigilia di importanti vertici in Europa – ha detto -. Le riunioni del G7, dei leader della Nato e dell’Unione europea avranno luogo il 24 marzo. La nostra posizione si farà sentire sicuramente. Si farà sentire, credetemi, con fermezza».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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