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Verso l’addio alle batterie non ricaricabili

Una proposta normativa dell’Unione Europea punta a sostituire le pile usa e getta e a rivoluzionare il mondo dei device

Si avvicina il momento di dire addio alle pile usa e getta. L’Unione Europea si prepara infatti a muovere battaglia contro le batterie non ricaricabili, nell’ambito del Green Deal orientato alla neutralità climatica e, in generale, alla riduzione degli sprechi e dei rifiuti elettronici.

Una proposta della Commissione europea in tal senso riguarda anche i produttori di smartphone e altri device, cui verrà richiesto di adattare i sistemi di ricarica a una caricabatterie universale per tutti i dispositivi.

Nel Vecchio Continente ogni anno si consumano 1,9 milioni di tonnellate di batterie agli ioni di litio che, a differenza di quanto accade con altri materiali come il rame, il nichel e il cobalto, nella maggior parte dei casi vengono buttate visti i costi ingenti del loro riciclaggio.

Per questo motivo l’Unione Europea sta varando un pacchetto di norme che entrerà in vigore entro il 2024 per “rafforzare il funzionamento del mercato interno, promuovere un’economia circolare e ridurre gli impatti ambientali e sociali in tutte le fasi del ciclo di vita della batteria“.

È comunque ancora in corso l’iter legislativo: la proposta è stata messa ai voti la prima volta il 10 febbraio scorso, ricevendo 74 voti a favori, 8 contrari e cinque astenuti.

Il provvedimento prevede innanzitutto una nuova categorizzazione delle batterie che imponga delle norme comuni, ad esempio in merito ad una percentuale minima di componenti riciclate che verrà alzata gradualmente.

La proposta riguarda anche la facile sostituzione e la buona reperibilità delle batterie per almeno 10 anni dalla produzione. Questo elemento in particolare richiederà una vera e propria revisione dei progetti di design dei produttori che, ad oggi, si sono impegnati affinché il consumatore non sia in grado di sostituire autonomamente la batteria dei suoi device.

Fra le iniziative più rivoluzionarie del provvedimento c’è anche la graduale eliminazione delle pile on ricaricabili; entro il 2023 sarà già obbligatoria l’etichetta sulle batterie non ricaricabili mentre entro i 2027 dovrebbero sparire del tutto dal mercato.

Questa transizione avrà un costo tanto per il lato delle imprese, che dovranno investire nella conversione dei loro processi produttivi, quanto nei consumatori sui quali si scaricherà parte di questi costi nel prezzo finale.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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