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Lavoro, i giovani temono lo skill mismatch

Tra i requisiti fondamentali per Millennials e Gen Z le competenze trasversali e digitali

Secondo uno studio condotto da Gi Group e Tutored su una base di circa 1.300 laureandi e neolaureati, la ricerca di lavoro da parte di Millennials e Gen Z deve sottostare a sfide molto diverse da quelle dei loro precursori.

Nel 2025 queste due generazioni costituiranno il 75% degli occupati a livello globale. Il 39,1% di loro vede il lavoro come un percorso di crescita professionale; per il 13,6% si tratta di un modo per assicurarsi sicurezza e stabilità economica, per il 16% una componente necessaria della vita che deve però combinarsi con le esigenze personali in un buon bilanciamento.

Tra i fattori fondamentali nella ricerca di un impiego per i giovani svetta la formazione e l’upskilling, scelto dal 28% del campione. Un giovane su due infatti, circa il 55%, teme la differenza che intercorre tra la formazione universitaria o i titoli di studio in generale e le competenze che sono poi richieste attivamente sul mercato del lavoro, il cosiddetto skill mismatch.

Pe il 37% degli intervistati inoltre è importante avere competenze trasversali, come problem solving, proattività, capacità relazionale; per il 17% occorrono competenze digitali, sempre più richieste sul mercato del lavoro.

Nella scelta del lavoro da fare, il 74% e il 68% del campione è guidato rispettivamente dalla possibilità di crescita professionale e leadership partecipativa, anche in fase di inserimento in azienda viene posto in rilievo il tema del lifelong learning e della formazione come fattore per facilitare la propria integrazione nella nuova realtà lavorativa. Per il 58% dei rispondenti è necessario partecipare a classi di formazione e training; il 47% auspica un programma di orientamento attraverso incontri diretti con i responsabili.

«I dati che emergono da questa survery – commenta Gabriele Giugliano, CEO e co-founder di Tutored – ci restituiscono uno spaccato importante di come la next-gen di lavoratori stia modificando, a causa anche di importanti fattori esogeni, non solo la propria concezione di lavoro, ma anche l’approccio stesso ad un sistema che sembra andare ad una velocità diversa e maggiore rispetto al classico percorso di studi. I concetti chiave fanno perno su un approccio al lavoro molto consapevole e diventano “work-life balance” e “digitalizzazione”, con quest’ultimo declinato in due aspetti: quello della ricerca di un impiego, con piattaforme digitali come Tutored considerate decisamente efficaci per entrare nel mondo del lavoro, quindi quello dell’upgrade continuo delle competenze. Il desiderio continuo di apprendere dei giovani in ottica “lifelong learning”, grazie alla tecnologia può essere oggi soddisfatto mediante strumenti ad hoc come le ‘Esperienze Online’ che, costruite insieme alle aziende, mettiamo loro a disposizione gratuitamente su Tutored».

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK

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